Stefano: il 4 ottobre Berlusconi sarà davanti alla Giunta delle elezioni del Senato

di | 19 settembre 2013 | politica | Commenti disabilitati su Stefano: il 4 ottobre Berlusconi sarà davanti alla Giunta delle elezioni del Senato

Dario-StefanoSilvio Berlusconi – che attraverso il suo video-messaggio ha dimostrato di non considerarsi affatto un leader al tramonto – dovrà comparire nella Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato venerdì 4 ottobre per rispondere ad eventuali quesiti e portare avanti le proprie tesi. Questa la decisione annunciata ai giornalisti dal presidente dell’organismo, Dario Stefano.

Chissà se, nel fissare la data, il presidente del Senato, Pietro Grasso e l’esponente di Sel, nuovo relatore sulla decadenza del Cavaliere da Palazzo Madama, abbiano pensato, sia pure solo per un attimo, alla casuale coincidenza con la Festa del Patrono d’Italia. Quel Francesco d’Assisi che, a distanza di otto secoli dalla morte, continua ad affascinare intere generazioni per le sue scelte radicali e che per tutti è l’uomo della Pace e del dialogo. Il riferimento stona un po’ visto il clima che si respira ed i contenuti del video-messaggio dell’ex presidente del Consiglio. L’udienza si preannuncia, infatti, come un ring. Lo stesso Stefano ha fatto riferimento alla circostanza che “ora si dovranno affrontare problemi di natura tecnico-logistica, per la quale il Senato sta mettendo in piedi una task force. La Sala infatti dovrà essere allestita per ospitare le parti che dovranno confrontarsi. Oltre a Berlusconi “dovrà essere ascoltato anche Ulisse Di Giacomo che è il primo dei non eletti nella regione Molise, cioé quello che ha presentato ricorso contro la non proclamazione della sua elezione.”

Nel frattempo non si placa l’ondata di reazioni e polemiche scaturite dal durissimo atto di accusa di Berlusconi nei confronti dei giudici. In una nota il Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura “esprime amarezza e sconcerto per l’ennesima ripetizione di giudizi sprezzanti e di attacchi infondati che colpiscono in modo indiscriminato la magistratura italiana. I magistrati, che svolgono quotidianamente il proprio lavoro con impegno, professionalità ed imparzialità, non meritano l’addebito di intenti persecutori o di complotti. Peraltro è la legge che regola con criteri predeterminati la composizione dei collegi giudicanti e l’assegnazione dei processi. L’esito di qualsiasi processo, esperiti tutti i gradi di giudizio, è una sentenza che va accettata ed applicata. Diversamente verrebbero meno le regole dello Stato di diritto e il presupposto della ordinata convivenza civile”.

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