Standard Ethics Rating promuove la trasparenza finanziaria del Vaticano

di | 28 ottobre 2013 | economia | 0 commenti

san_pietroI passi compiuti da Papa Francesco, così come quelli del Papa emerito, nel segno della trasparenza finanziaria cominciano a dare i primi, importanti, risultati.

Standard Ethics ha, infatti, elevato a ‘EE’ dal precedente ‘EE-‘ (che dal 12 luglio scorso aveva un “outlook positivo”) lo Standard Ethics Rating (Ser) del Vaticano. In particolare, precisa una nota della importante organizzazione, “appaiono rilevanti i passi effettuati contro il rischio di riciclaggio, illecito finanziario e finanziamento del terrorismo”. “La valutazione allo Stato della Città del Vaticano – spiegano gli esperti – viene effettuata nella sua natura di Ente sovrano di diritto pubblico internazionale formalmente distinto dalla Santa Sede e secondo parametri generali standard, seppure adeguatamente adattati alle sue particolarità, tenuto conto che esso persegue dalla sua nascita (1929) una particolare tradizione istituzionale di tipo teocratico”. “Nel corso di questi mesi – prosegue la nota – Standard Ethics ha rilevato un ridimensionamento della distanza tra il Vaticano e le richieste internazionali in fatto di trasparenza e di rendicontazione delle proprie finanze e delle proprie istituzioni finanziarie, ed una fattiva collaborazione per la crescita della Comunità internazionale”.

In particolare “appaiono rilevanti i passi effettuati contro il rischio di riciclaggio, illecito finanziario e finanziamento del terrorismo, soprattutto grazie al graduale adeguamento alle indicazioni del Financial Action Task Force – Groupe d’action financiere (Fatf – Gafi) e alle raccomandazioni della Divisione Moneyval del Consiglio d’Europa (processo necessario per accedere alla cosiddetta “white list” dell’Ocse”. E ancora: “il passo di governance più significativo – si legge nel rapporto – è individuato nella recente Legge N.XVIII dell’8 ottobre 2013 approvata dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Citta’ del Vaticano, avente per oggetto un organico e “stabile” intervento legislativo in materia di trasparenza, vigilanza ed informazione finanziaria. Si tratta di un provvedimento che porta a conclusione un percorso avviato alcuni anni fa con la costituzione dell’Autorità d’Informazione Finanziaria (Aif)”.

Insomma prima Benedetto XVI e poi Papa Francesco hanno rimesso in piedi l’immagine della Santa Sede nella direzione della trasparenza ed in linea con gli standard internazionali.

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