Squinzi critica il governo: abbassare la pressione fiscale

di | 18 dicembre 2013 | attualità | 0 commenti

CONFINDUSTRIA: SQUINZI E BOMBASSEI, 2 CANDIDATI A CONFRONTOConfindustria critica duramente la politica per la gestione inadeguata della crisi e il governo Letta sulla legge di Stabilità e le troppe tasse. “Le risorse destinate alla riduzione del cuneo fiscale sono assolutamente insufficienti”. Cosi’ il leader di Confindustria, Giorgio Squinzi (nella foto), torna a criticare la manovra finanziaria che il Parlamento è in procinto di approvare. Una manovra che “purtroppo non va” nella direzione di ridurre la pressione fiscale su lavoratori e imprese senza la quale, però, “non può esserci ripresa economica”. Per questo, Confindustria ribadisce la richiesta di eliminare il costo del lavoro dall’Irap, di ridurre le imposte sui lavoratori per aumentare il reddito disponibile e di tagliare alcuni oneri contributivi. Un fisco opprimente, ma soprattutto un fisco che non ha regole chiare e stabili “soffoca la crescita e allontana gli investitori tanto quanto l’elevata pressione fiscale, e forse anche di più”, torna a chiedere Squinzi, e ribadisce come questa sia “un’operazione a costo zero e non vi siano ragioni o alibi per non procedere”.
Sul fronte del lavoro Squinzi spiega che serve migliorare il rapporto tra flessibilità in ingresso e in uscita. Perché siamo ancora lontani da un quadro di regole semplici e chiare. Chiudendo l’assemblea Anfia (Associazione Filiera Industria Automobilistica), il numero uno degli industriali ritorna a chiedere un nuovo intervento sul mercato del lavoro. “La riforma del governo Monti, con l’obiettivo di combattere la cattiva flessibilità ha finito per penalizzare anche quella buona e qualche correttivo è stato apportato con il decreto dello scorso giugno”, spiega ancora. Di lavoro, comunque, conclude “si discute troppo e con troppa ideologia, dovremmo essere piu’ pragmatici”.
Per Confindustria inoltre si spende troppo per ammortizzatori sociali e poco per le politiche attive per il lavoro. “Anche su questo punto dobbiamo migliorare”, chiede ancora Squinzi, che sollecita la costruzione di un “mercato del lavoro più dinamico e inclusivo perché questa è una precondizione per crescere”.
Più in generale, conclude il numero uno di viale dell’Astronomia, “l’Italia deve cambiare passo, puntare sull’industria e tornare a crescere ed attrarre investitori stranieri”.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.