Sondaggio Censis sul fumo: immagini shock e pacchetti generici servono a poco

di | 30 settembre 2013 | attualità | Commenti disabilitati su Sondaggio Censis sul fumo: immagini shock e pacchetti generici servono a poco

sigaretteSensibilizzare i giovani sui danni del fumo, chiedere ai produttori sigarette meno dannose e avere dalle autorità sanitarie più informazioni sulle sigarette elettroniche. Sarebbero queste, secondo una ricerca del Censis, commissionata da Philip Morris Italia, sulla nuova direttiva Ue sui prodotti del tabacco, le richieste degli italiani riguardo alle campagne contro il fumo.

Bocciati, dunque, i pacchetti generici e le immagini shock: la maggioranza degli intervistati ritiene tali misure inefficaci. Secondo il sondaggio il 58,5% della popolazione ritiene che i provvedimenti europei rischiano di alimentare il mercato della contraffazione; il 70,2% è convinto che coprire quasi l’intero pacchetto con immagini shock non allontana dal fumo e l’82,8% pensa che bisognerebbe fare più campagne informative nelle scuole.

Lo studio mostra che per il 71,8% della popolazione le aziende produttrici dovrebbero impegnarsi a sviluppare e mettere sul mercato prodotti meno dannosi; il 71,3% ritiene necessarie sanzioni più severe per i rivenditori che non controllano l’età degli acquirenti e il 65,8% vorrebbe maggiori investimenti nella lotta al commercio illegale. Secondo il 76% degli italiani le autorità sanitarie avrebbero fornito poche informazioni sugli effetti di nuovi prodotti come le sigarette elettroniche.

Quanto alla introduzione dei pacchetti generici, previsti dalle nuove disposizioni, l’80,3% della popolazione ritiene che sarebbe “poco” o “per nulla” efficace. Il 75,6% la pensa allo stesso modo sull’abolizione dei pacchetti da dieci sigarette. Il 74,8% ritiene che vietare le “slim”, le sigarette più sottili, non funzionerebbe da deterrente. Il 70,7% ha perplessità anche sul divieto di vendita di sigarette aromatizzate, come quelle al mentolo. Preoccupazioni in parte condivise anche dagli operatori delle Forze dell’ordine e delle Dogane: il 47,4% teme che le norme introdotte dalla nuova direttiva possano portare a un aumento del mercato illegale.

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