Soldi pubblici per spese private e tangenti, in manette assessore abruzzese

di | 12 novembre 2013 | politica | 0 commenti

assessore in manetteUn assessore regionale in Abruzzo è finito in manette per concussione, truffa aggravata e peculato. Secondo l’accusa avrebbe utilizzato come un bancomat i fondi destinati al suo settore, la cultura.

Per Luigi De Fanis (Pdl), è scattato l’arresto in base ad una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Nei guai anche la sua segretaria, Lucia Zigarello, anche lei finita ai domiciliari come complice. Per due dipendenti della Regione il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara Mariacarla Sacco ha disposto l’obbligo di dimora.

Secondo quanto si è appreso, però, l’utilizzo improprio dei fondi sarebbe solo una faccia della medaglia. L’altra ha fatto emergere un sistema di tangenti legato ai fondi che lo stesso assessorato assegnava. La brutta storia è emersa grazie ad un giovane imprenditore che ha presentato una denuncia-confessione.

Le indagini sono state coordinate dal procuratore di Pescara Federico De Siervo e dal pubblico ministero Giuseppe Bellelli. Gli investigatori hanno passato al setaccio le modalità di erogazione dei fondi regionali per l’organizzazione degli eventi celebrativi dell’anniversario dei 150 anni della nascita di Gabriele D’Annunzio.

Ancora una volta una indagine giudiziaria evidenzia anomalie e irregolarità nella gestione di una Regione. Ormai non si contano le inchieste della magistratura. Fermo restando il principio della presunzione di innocenza per gli indagati, è necessario riformare il sistema degli enti territoriali che si è trasformato in un vero e proprio contro-potere rispetto allo Stato centrale, travisando il principio di autonomia inserito nella Carta costituzionale del 1948.

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