Snals-Confsal, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Gilda in piazza contro il governo

di | 24 ottobre 2013 | scuola | 0 commenti

segretario generale SnalsLo Snals-Confsal ha indetto per lunedì prossimo – insieme a Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Gilda – una manifestazione nazionale per esprimere netto dissenso sulla politica governativa in merito alla scuola. I sindaci premono per lo sblocco del contratto, la corresponsione degli scatti di anzianità e per individuare una soluzione, una volta per tutte, al problema del precariato scolastico.

Secondo una nota dello Snals “dopo 8 miliardi di tagli, il recente decreto 104 risulta inconcludente (400 milioni mal distribuiti e senza nessun investimento sul personale) e offensivo. Inoltre, la legge di stabilità colpisce i lavoratori della scuola in modo speciale”. “Infatti – scrivono i sindacati – la loro retribuzione non solo viene immiserita dal blocco prorogato del contratto ma viene addirittura decurtata dal blocco degli scatti di anzianità che nella scuola non sono accessori ma parte integrante della retribuzione fondamentale La speciale attenzione alla scuola promessa dal governo ha avuto un esito tristemente paradossale: una doppia penalizzazione. Si tratta di un vero scippo su base legislativa”.

Ma non finisce qui: “A questo – continua il documento – si aggiunge la manifesta volontà del governo di non risolvere la distinzione tra organico di diritto e organico di fatto che penalizza la scuola italiana. Sarebbe un passo di civiltà e di correttezza che, tra l’altro, avverrebbe con invarianza di spesa, senza nessun costo aggiuntivo. Perché, questo è il paradosso, il precariato non solo pesa sulla qualità della scuola ma costa di più del personale stabilizzato”.

Per il segretario generale Marco Paolo Nigi, “ci troviamo di fronte a una sostanziale disattenzione della classe politica verso i reali problemi della scuola, dei giovani e del Paese, a una presa in giro di cui hanno responsabilità tutti i partiti e una parte degli apparati dello Stato. A questo punto dobbiamo dire che il declino cui assistiamo è voluto e non casuale. La mobilitazione è dichiarata e non escludiamo lo sciopero”.

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