Siulp: la sicurezza è una cosa seria, no agli sforbiciatori improvvisati

di | 19 marzo 2014 | attualità | 0 commenti

siulp”Si può morire quando si è mafiosi. Non si può morire solo perché si è figli di un mafioso. Non vogliamo speculare sulla morte di un bimbo innocente, ma dobbiamo interrogarci sulle capacità del Paese di garantire la sicurezza alle future generazioni”. Lo dice il segretario generale del Siulp, Felice Romano, a margine della della segreteria nazionale convocata per discutere di tagli selvaggi ai presidi.

”La sicurezza è una cosa seria – ammonisce Romano – e non ci si può affidare a sforbiciatori improvvisati”. ”Questo può essere il momento dei cambiamenti e noi siamo sicuramente disponibili a confrontarci sul nostro modello organizzativo, ma solo se è funzionale a migliorare risultati e prestazioni. Per questa ragione – spiega il segretario del Siulp – ai poliziotti non piace per niente il vecchio taglio lineare alle strutture della Polizia che il governo ci propone in questi giorni”.

”L’unico risultato che registriamo è un totale clima di incertezza che ha pervaso tutti i livelli della Polizia: dall’agente che si chiede dove e come continuerà il suo lavoro, ai prefetti a fine carriera che sono li a guardare per capire se saranno tra i baciati dalla ‘fortuna’ che li riconfermerà al loro posto. Ci aspettiamo dal governo proposte di ammodernamento di tutto il sistema sicurezza – conclude Romano – che sia capace di superare i piccoli interessi di corpo”.

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