Siria: si continua a morire nei raid a Ghuta, almeno 10 morti

Ci sono stati una decina di morti sulla Ghuta orientale, una zona a est di Damasco dove le truppe governative stanno sferrando violenti attacchi contro le forze anti-regime che ne mantengono il controllo. A rendere nota la situazione nell’area è l’osservatorio nazionale per i diritti umani che citano fonti mediche. Secondo tali fonti i bombardamenti più intensi proseguono nella parte sud della Ghuta, in particolare a Kfar Batna, dove si registrano le prime vittime di stamani.

Ieri, un mese esatto dopo l’inizio dell’offensiva turca su Afrin, nel nord della Siria, milizie fedeli al regime di Damasco sono entrate nell’enclave per cercare di dare man forte alle unità curde, portando a livelli di guardia le tensioni tra Ankara e Damasco. L’artiglieria turca ha immediatamente risposto, costringendo le milizie filo-Assad a ritirarsi di una decina di chilometri, secondo l’agenzia turca Anadolu. Alle porte di Damasco, intanto, si è consumata una delle peggiori tragedie dei sette anni di conflitto civile. Quasi 250 civili, di cui 57 bambini o adolescenti, sono stati uccisi a partire da domenica dai bombardamenti governativi con artiglieria, aerei ed elicotteri sulla regione della Ghuta orientale, controllata da una congerie di gruppi ribelli e fondamentalisti. Questi ultimi hanno risposto facendo piovere razzi e obici di mortaio su alcuni quartieri della capitale, dove almeno 8 civili, di cui 3 bambini, sono stati uccisi e 15 feriti.

La situazione nella regione della Ghuta orientale, in Siria, va “oltre l’immaginazione”, ha detto alla Bbc il coordinatore umanitario regionale delle Nazioni Unite, Panos Moumtzis, alla luce degli ultimi tre giorni di bombardamenti da parte delle forze governative.

La sconfitta militare dello ‘Stato islamico’ non ha messo fine alla guerra in Siria, cominciata ben prima dell’avvento dell’Isis nel 2013, e destinata a continuare a lungo mentre le cellule jihadiste si riorganizzano in clandestinità in aree “liberate”, controllate da un mosaico di eserciti regolari, milizie, signori della guerra siriani e stranieri. Nella Siria dilaniata dalla guerra si combattono due conflitti principali: uno a ovest, dove la Russia, l’Iran, la Turchia e la Giordania si stanno spartendo i territori che vanno dall’estremo sud al confine col regno hascemita, all’estremo nord alla frontiera turca; e uno a est, lungo la valle dell’Eufrate, nella parte più ricca dal punto di vista energetico, dove gli Stati Uniti sostengono il Pkk curdo per arginare l’avanzata russo-iraniana verso l’Iraq.

 

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