Siria, Fondazione Migrantes: “Riconosciamo il valore politico della preghiera per la Pace del Papa”

di | 6 settembre 2013 | esteri | Commenti disabilitati su Siria, Fondazione Migrantes: “Riconosciamo il valore politico della preghiera per la Pace del Papa”

siriaCinquant’anni fa, mentre una crisi internazionale tra Stati Uniti e Russia faceva temere un nuovo conflitto mondiale, Papa Giovanni XXIII rivolgeva il 25 ottobre 1962 un messaggio a tutti gli uomini di buona volontà, perché la pace fosse salvaguardata e perché i capi di Stato “facciano tutto ciò che è in loro potere per salvare la pace…, continuino a trattare”: un appello che diventava poi un rinnovato invito all’impegno per la pace nell’enciclica “Pacem in terris”, pubblicata l’11 aprile del 1963. Cinquant’anni dopo, Papa Francesco, di fronte al dramma della guerra civile in Siria che rischia di innescare un nuovo conflitto nel Medio Oriente e non solo, ci invita il 7 settembre a una Giornata di preghiera e di digiuno per la Siria.
La Fondazione Migrantes desidera accogliere ed estendere l’invito di papa Francesco, riconoscendo il valore ‘politico’ della preghiera, perché “il grido della pace si levi alto, giunga al cuore di tutti e tutti depongano le armi e si lascino guidare dall’anelito di pace (Papa Francesco, Angelus, 1 settembre 2013).
“Con la nostra preghiera e il nostro digiuno, in unione con il Santo Padre e tutta la Chiesa – si legge in una nota inviata alle redazioni – vorremmo anche noi – parafrasando le parole del siciliano Giorgio la Pira, sindaco di Firenze, riferite a Gerico, in una lettera alle suore di clausura del 18 marzo 1973 – “circondare la Siria” con l’orazione: “le mura cadono: e la pace di Isaia, la pace del Signore, farà ingresso in questa ‘città’ e vi sarà pace nel mondo. Alla preghiera si unisce l’impegno a continuare a moltiplicare i gesti di accoglienza nelle nostre città per i rifugiati che sempre più giungono in Italia e nell’Europa: gesti di cui le città della costa siciliana sono stati meravigliosi interpreti in questi mesi estivi insieme all’isola di Lampedusa”.

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