Sicurezza e immigrazione, è scontro elettorale

Dopo l’immigrazione, come sempre è la sicurezza l’altro tema tanto caro alla campagna elettorale. E, proprio a fronte degli ultimi episodi di cronaca come la morte di Pamela, il raid di Luca Traini a Macerata e infine quello del gioielliere di Frottamaggiore indagato per aver sparato al rapinatore, i leader politici cercano di trovare la quadra su immigrazione delinquenza e legittima difesa, ognuno cercando di portare acqua al suo mulino e cime sempre in totale disaccordo l’uno con l’altro. Si riaccende lo scontro tra i partiti.

Se da una parte Matteo Renzi mette in guardia sui rischi di una “deriva pistolera”, dall’ altra Matteo Salvini torna a rivendicare il diritto di difendersi. E mentre Luigi Di Maio giudica incivile uno Stato che non mette il cittadino in condizione di sentirsi sicuro, Silvio Berlusconi punta il dito sulle politiche sull’immigrazione dei governi della sinistra.

Parlando del caso di Frattamaggiore a ‘In mezz’ora’, Salvini ha dichiarato: “Non esiste l’eccesso di legittima difesa, deve essere l’ultima possibilità ma se la mia vita o quella dei miei figli è a rischio devo difendermi”. Poi sul raid xenofobo di Luca Traini, il leader della Legga ha detto: “La sinistra è da settimane che, avendo fallito al governo, si inventa del pericolo del razzismo e ha insistito su Macerata”. “Veramente – ha aggiunto – si pensa che stiamo correndo il rischio del ritorno dei fascisti o dei comunisti? Io penso che il problema sia il terrorismo islamico o la disoccupazione, fascismo e comunismo sono morti, sono stati sconfitti”.

D’accordo con l’alleato è Berlusconi. Sui fatti di Macerata “sono sulla linea Salvini: il fascismo è morto e sepolto, storicizzato. Questo è stato il gesto di qualcuno non a posto con la testa, squilibrato, non si deve attribuire una motivazione politica”. “Vediamo ogni giorno che cosa succede in Italia – ha poi continuato -, per colpa dei governi della sinistra non è stato attuato alcun controllo sull’immigrazione. In Italia ci sono almeno 630mila stranieri di cui solo un 5% scappati da una situazione di guerra, morte e persecuzione cui riconoscere lo status di rifugiati”.

La posizione della Lega preoccupa invece Renzi. “Quando uno a fronte di una pallottola che arriva sulla sede del Pd – ha sottolineato il segretario dem riferendosi al colpo sparato da Traini al circolo di Macerata -, non avverte la necessità di dare solidarietà al Pd ed in qualche misura non fa sentire il calore e la solidarietà necessaria, voi vi rendete conto che la deriva pistolera rischia di creare dei danni al Paese”.

Sul caso del gioielliere di Frattamaggiore è intervenuto anche Di Maio. “E’ uno Stato incivile – ha detto – quello che non mette in condizioni un cittadino di sentirsi sicuro” costringendolo “ad armarsi” per “colpire i suoi rapinatori” e “per questa ragione nel nostro programma – ha annunciato – vogliamo parlare prima di tutto di 10mila assunzioni nelle forze dell’ordine, perché abbiamo i soldi per farle”, ha sottolineato il leader del M5S.

“Hanno messo in ginocchio la nostra polizia e adesso siamo alla guerra sociale, nella quale i cittadini si devono difendere da soli. Mettiamo più risorse nelle forze dell’ordine – ha ribadito Di Maio – e abbassiamo l’età media. Ci servono soldi, non riforme: ci sono 30 miliardi di sprechi da recuperare”.

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