Sicilia, Musumeci avanti a Cancelleri. Vince l’ex Cav, perde Renzi

di | 6 novembre 2017 | attualità, politica | 0 commenti

Come ampiamente previsto dagli analisti e dai sondaggisti, le elezioni siciliane conclamano la sconfitta del Pd renziano. È questa la notizia politica, al di là di chi va al ballottaggio.
Intanto Nello Musumeci allunga su Giancarlo Cancelleri e dopo un testa a testa nella mattinata le proiezioni danno il candidato dell’ennesimo centrodestra made in Berlusconi due punti sopra il suo contendente M5s.

La quarta proiezione Piepoli per la Rai – su una copertura del 18% – vede il candidato del centrodestra Nello Musumeci in testa con il 36% delle preferenze (la coalizione che lo sostiene al 38,6). Seguono l’esponente del M5S Giancarlo Cancelleri al 34% (M5s al 27,2%), Fabrizio Micari con il 19,5% (la colazione che lo sostiene 25,9%) e Claudio Fava che si conferma al 9% e la Lista i Cento Passi al 7,3%.

La cosa certa è che il governo è stato sfiduciato dall’80% dei siciliani. Ora scioglimento del Parlamento ed elezioni subito”, dice il leader della Lega Matteo Salvini commentando gli exit poll in Sicilia.

“Se i risultati confermeranno gli exit poll ci troveremmo davanti a una sconfitta tanto annunciata da tempo quanto netta e indiscutibile“, aveva detto ieri il coordinatore del Pd, Lorenzo Guerini.

Tra i dati più evidenti quello relativo al calo dell’affluenza al voto. Al di sotto di quella registrata cinque anni fa, quando a urne chiuse votò il 47,41% degli elettori, col “partito del non voto” che toccò quota 52,59%: ben oltre la metà degli elettori aventi diritto. 

Micari ha avuto il coraggio che non ha avuto Grasso – commenta Davide Faraone – di fare il candidato del centrosinistra in una logica larga, proposta da Si e Mdp salvo poi tirarsi indietro. La nostra idea era di riproporre il modello Palermo poi la sinistra si è tirata fuori: prima Grasso, di cui abbiamo atteso per due mesi il suo sì e poi le altre forze politiche della sinistra per fare danno a Renzi facendo in modo che la partita la giocassimo noi da soli”. Immediata la risposta degli ex Sel ed ex Pd. “Le parole di Faraone confermano l’arroganza dei renziani”, osserva il senatore Mdp Miguel Gotor laddove Arturo Scotto incalza: “il Pd rifletta sul fatto che non compete neanche lontanamente con Grillo e Berlusconi”.

Soddisfatto il Movimento 5 stelle che spera che il testa a testa Musumeci-Cancelleri possa risolversi in una vittoria di quest’ultimo.

 

Si tratta dell’ultima tornata elettorale prima delle Politiche, l’ultimo test a disposizione di partiti e coalizioni per misurarsi su una legge non troppo lontana dal Rosatellum. In Sicilia la politica italiana si gioca molto e i risultati del voto delle Regionali sono strumento privilegiato per chi, nel Pd, nel centrodestra e anche nel M5S, aspiri a cambiare gli equilibri interni.

Certo è che Berlusconi potrebbe uscire completamente rilanciato dal voto siciliano e rivelarsi centrale per i futuri assetti di governo nel Paese. “Puntiamo al 40 per cento, a governare in autonomia”, era la frase più battuta ieri da tutti i leader del centrodestra e anche di Forza Italia.

Renzi dal canto suo non è tipo da mollare senza lottare. Staremo a vedere.

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