Siamo tra le nazioni più “vecchie”, ma gli anziani sono una risorsa reale

di | 6 novembre 2013 | editoriali | 0 commenti

di Ciro Balzano

anziano-bastoneSe l’età media della popolazione europea si attesta attorno ai 41 anni, l’Italia non può considerarsi ancora una volta un paese giovane. Secondo recenti stime dell’Eurostat, nel nostro paese è abbastanza alta la percentuale degli over 65 rispetto alla media europea. Con una età media della popolazione di 43 anni, l’Italia assieme alla Germania (44 anni) risulta essere una delle nazioni con una più alta concentrazione di anziani nel totale della popolazione rispetto alle altre nazioni del “Vecchio continente”.

Il Censis, nell’ambito della ricerca “Gli anziani, una risorsa per il paese” ha evidenziato come il numero degli over 65 aumenterà a partire dal prossimo biennio e coinciderà pienamente con il numero di soggetti annoverabili nella fascia di età compresa tra i 15 ed i 34 anni, cioè circa 12 milioni di individui.
Sicuramente da evidenziare anche la capacità della popolazione anziana del nostro paese di mettersi in gioco, nonostante l’età avanzata.
Il miglioramento delle condizioni di salute, con il conseguente innalzamento dell’aspettativa di vita, è il risultato di un’attenzione maggiore ad alcuni aspetti della vita, tra i quali la cura di sé stessi e della condizione psico-fisica.

Il numero di soggetti anziani che quotidianamente si tiene in forma camminando o facendo attività sportiva all’aperto è raddoppiato rispetto allo scorso decennio (quasi 60 per cento). Non solo. È anche aumentata la percentuale dei soggetti che tiene conto della qualità biologica degli alimenti (31,5 per cento), oppure che si sottopone a rigidi regimi alimentari quotidiani (23,2 per cento).
Anziani che rappresentano una vera e propria risorsa per il nostro paese. Difatti, l’attività maggiormente diffusa tra la popolazione anziana del nostro paese è il Volontariato, in ogni sua forma. È circa il 7 per cento dell’intera popolazione over 65, circa un milione di anziani, ad essere impegnata attivamente in operazioni di volontariato. Una percentuale nettamente in aumento (più 200 mila persone) rispetto al 2007.

Se nel confronto generazionale da un lato (per i giovani), alla voce lavoro, continua ad essere protagonista da anni il segno negativo, dall’altro lato ( per gli over 55) è addirittura aumentata l’occupazione. Un trend che ha visto l’aumento dell’occupazione “adulta” del 24 per cento, rispetto all’ormai noto 40 per cento di disoccupazione giovanile. Questo dato non fa altro che evidenziare come alcune aziende italiane oggi, messe alle strette dalla crisi congiunturale, qualora dovessero assumere un numero esiguo di dipendenti, si rivolgerebbero sicuramente alla forza lavoro “anziana” con tanta esperienza , piuttosto che assumere personale giovane, nella maggior parte dei casi senza alcuna esperienza lavorativa alle spalle.

Sicuramente questa situazione ha portato anche alla palese, quanto mai utile, solidarietà economica all’interno delle famiglie da parte della componente anziana. Difatti si è passati da una percentuale del 31,9 riscontrata nel 2007 al 47,9 per cento di over 60 che contribuiscono economicamente in modo diretto alla vita dei figli o dei nipoti.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.