Sì del Cdm al Milleproroghe. Ecco le misure anti-crisi

di | 27 dicembre 2013 | attualità | 0 commenti

soldiIl decreto Milleproroghe, approvato stamattina dal Consiglio dei ministri, contiene anche le norme essenziali del decreto salva-Roma.
Il presidente della Repubblica chiede alla Camera “massimo rigore nel decidere l’ammissibilità degli emendamenti ai decreti legge nel corso del loro esame in Parlamento”. In un messaggio, letto in aula dalla presidente Laura Boldrini, Giorgio Napolitano interviene anche sul caso del salva-Roma, “cui sono stati aggiunti dieci articoli per 90 commi”. “Rinnovo – conclude il capo dello Stato dopo aver citato sentenze della Consulta e propri precedenti interventi in materia – l’invito ad attenersi nel valutare l’ammissibilità di emendamenti ai decreti legge a criteri di stretta attinenza all’oggetto del provvedimento, anche adottando opportune modifiche dei regolamenti parlamentari”. Per Napolitano il limite nella reiterazione di norme già contenute nel dl salva-Roma e nel dl Milleproroghe è individuato nell’insorgere di nuovi motivi di necessità e urgenza.
Dal canto suo, il premier Enrico Letta puntualizza che “la non approvazione del dl salva-Roma avrebbe comportato danni ai bilanci come la materia fiscale col bilancio del comune di Roma e gli affitti d’oro. La vicenda di questo dl, con le difficoltà incontrate, ha reso evidente come in questo Paese sia essenziale nel 2014 una riforma complessiva del procedimento legislativo, che non è più quello di una democrazia moderna. La necessità di una riforma è dimostrata anche da questo ingorgo di fine anno”.
Veniamo ai dettagli tecnici. “Il Cdm – spiega Letta – ha varato un complesso intervento per salvare i finanziamenti dei fondi strutturali che altrimenti si sarebbero persi. Si tratta di una riallocazione di fondi per 6 miliardi e 200 milioni. Questo intervento, che non è un atto normativo ma amministrativo, assegna 2,2 miliardi a sostegno delle imprese, 700 milioni a misure a sostegno del lavoro e dell’occupazione, 300 milioni a misure per il contrasto alla povertà e 3 miliardi a misure a sostegno delle economie locali”. Il premier poi precisa che “di questo complesso di 6,2 miliardi, 1,2 miliardi riguardano la questione del credito alle imprese che è già stata messa in legge Stabilità”, mentre “tutto il resto è costruito ex novo attraverso una riallocazione dei fondi”. Letta annuncia poi che “un miliardo di nuove risorse vanno all’auto-imprenditorialità, in particolare giovanile”.
Nello specifico, il governo ha stanziato 700 milioni per misure a sostegno del lavoro e dell’occupazione: 150 milioni per le decontribuzione dell’occupazione giovanile, 200 per l’occupazione femminile e per i più anziani e 350 per interventi a sostegno della ricollocazione dei disoccupati.
“Gli interventi 2014 di contrasto alla povertà saranno di 800 milioni”, aggiunge il premier, sottolineando che sono stati “recuperati” 300 milioni che si aggiungono ai 500 già stanziati a questo fine.
Uno dei capitoli a cui il Cdm ha destinato alcune delle risorse dei fondi strutturali è quello delle scuole. “Quelle italiane non sono all’altezza -riconosce Letta – C’è un capitolo a cui tengo moltissimo: è quello che ha a che vedere con gli edifici scolastici, con la loro messa in sicurezza e con l’efficienza energetica”.

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