Serve un patto federativo dei Dc italiani

di | 17 ottobre 2013 | tribuna aperta | Commenti disabilitati su Serve un patto federativo dei Dc italiani

di Ettore Bonalberti*

Alcide_de_GasperiTutto ciò che va nella direzione di costruire una forza centrista credibile sul piano interno e internazionale e ispirata ai valori della Dottrina sociale della Chiesa è vista con interesse da noi “Dc non pentiti”. Essenziale, tuttavia, sarà evitare operazioni di puro trasformismo e di mero riciclaggio di merce ormai vecchia e stantia.

Non ci piace parlare di moderati, poiché la situazione italiana ed europea, di tutto ha bisogno fuorché di moderatismi senza sostanza. Abbiamo consapevolezza che dobbiamo procedere a riforme strutturali profonde, tanto sul fronte interno che su quello europeo, considerato che il sistema così come è venuto configurandosi in Italia e in Europa non regge più.

Crediamo in un bipolarismo equilibrato tra due poli riformatori poggianti su diverse basi culturali, augurandoci che si trovi presto l’accordo per una legge elettorale in grado di favorire tale obiettivo. Compatibilmente con lo scenario europeo questi poli sono riconducibili alle esperienze  storico politiche del Ppe e del Pse.

Pensiamo, altresì, che il Ppe, com’è venuto configurandosi nella sua più che decennale maturazione, è assai lontano dagli ideali dei padri fondatori, tutti di ispirazione democratico cristiana.

Siamo impegnati a concorrere nella costruzione di un diverso assetto politico istituzionale dell’Europa che, se continuasse sulla strada intrapresa, non potrebbe che subire l’onta del fallimento e della disgregazione.

Pensiamo sia indispensabile puntare all’unificazione politica europea,  con un governo capace di  assumere politiche economiche ispirate ai valori dell’economia sociale di mercato, integrati da quelli dell’economia civile di più antica tradizione italiana.

Ben vengano, dunque, tutti gli appuntamenti di questi giorni, ma avendo  presente che, oltre agli attuali giocatori in campo, interpreti di ruoli ormai datati, c’è una vasta realtà di elettori non più rappresentata,  che vive la partecipazione politica al limite tra la stanchezza dell’astensione e la rabbia della rivolta.

Noi vogliamo concorrere con altri amici, gruppi, associazioni, spezzoni di partito, componenti della società civile, esponenti di rappresentanze sociali a ricreare il blocco sociale, culturale e politico ispirato ai valori della dottrina sociale cristiana, interessati a ritrovarsi in un patto federativo in grado superare i danni di una diaspora ventennale che ha impoverito l’intera politica italiana.

Per evitare ogni preoccupazione e/o velleità di primazia, indichiamo nell’Istituto Sturzo e nella Fondazione De Gasperi, i luoghi in cui ritrovarci tutti insieme, per definire una piattaforma politico-programmatica attorno cui costruire, se possibile, una lista unitaria dei democratici cristiani italiani, in grado di concorrere con altre componenti di ispirazione laica, liberale e riformista a creare la sezione italiana del Ppe.

Siamo, altresì convinti, che sia tempo di mettere in campo nuovi attori e di far emergere le migliori personalità, espressioni dei mondi vitali della società italiana.

*Incaricato esteri e rapporti con il Ppe dell’Associazione politica Democrazia Cristiana, giornalista e saggista

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