Senza stipendio da 17 mesi, operaio forestale suicida

di | 15 novembre 2013 | attualità | 0 commenti

operaio-forestaleMentre la politica nazionale e locale è sempre più ripiegata su se stessa, con i due principali partiti di massa, il Pd e il Pdl, alle prese con problemi che ne stanno evidenziando tutte le criticità, la società è allo sbando. E l’uscita dal tunnel della crisi sembra sempre più lontana, a dispetto degli annunci e dei proclami che da un po’ di tempo a questa parte si sentono anche alla Tv.

Come solitamente accade a farne le spese sono le categorie più deboli. E, purtroppo, si allunga la lista dei suicidi per motivi economici, senza che la nostra classe dirigente muova un dito per impedire che queste tragedie abbiano a ripetersi.

Un operaio idraulico forestale in servizio presso la Comunità Montana Irno-Solofrana si è tolto la vita gettandosi in un pozzo, dove poi è stato ritrovato in mattinata dai carabinieri del comando provinciale di Avellino.  Secondo quanto si è appreso, l’uomo, 54 anni, da 17 mesi non percepiva lo stipendio. Già un mese fa aveva tentato il suicidio e insieme agli altri colleghi una settimana fa aveva occupato per protesta l’uscita del raccordo autostradale Avellino-Salerno. Il cadavere è stato rinvenuto in un pozzo nelle campagne di Aiello Del Sabato.

Per Anna Rea, segretario generale della Uil Campania, “è  troppo il dolore e troppo lo sconforto, adesso basta, il Governo, la Regione abbandonino i tecnicismi e i vincoli, abbiamo bisogno di dare risposte, sicurezza e fiducia alle persone”. “Il lavoratore forestale di origine irpine – continua – era un uomo di 53 anni, con due figli, che da 17 mesi non riceveva lo stipendio, non aveva più appigli, non aveva più speranze, e come lui in Campania, nel Mezzogiorno e nel resto del Paese sono tanti a vivere condizioni di estremo disagio economico e sociale, chiosa Rea, cosa stiamo aspettando, cosa sta aspettando il Governo e la Regione? Di fronte a questi drammi non c’è manovra di Governo che tenga, non ci sono vincoli europei, non ci sono patti di stabilità che possano impedirci di dare quello che spetta ai nostri lavoratori, i diritti e la dignità”.

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