Scuola, per l’Anief serve una riforma

di | 10 marzo 2014 | scuola | 0 commenti

scuola“I risparmi ad oltranza sono stati un fallimento totale, per far ripartire la scuola serve una riforma”. È la posizione dell’Anief, che oggi interviene alla giornata di ascolto del mondo della Scuola promossa dal Partito democratico nella Sala delle Colonne a Roma. ”La parola d’ordine – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – è investire in termini di risorse, dopo un decennio di stasi, come avvenuto nei Paesi Ocse, al fine di liberare le energie e di attivare le sinergie necessarie in termini di organici, di programmi, di reclutamento che possano invertire il percorso appena tracciato”.
Sono diversi i punti presentati dal sindacato Anief per rilanciare la scuola: ripristinare il tempo scuola esistente prima delle riforme Gelmini, riportare a 12 mila il numero scuole autonome, riattivare il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa senza i tagli draconiani dell’ultimo periodo, reintrodurre l’insegnante prevalente e specialista in lingua inglese nella primaria, ma anche istituire quello di attività motoria.
Fondamentale poi, secondo l’Anief, è allungare l’obbligo scolastico a 18 anni, migliorare il collegamento della scuola con mondo del lavoro e università, riformare i centri dell’impiego e apprendistato, reintrodurre la figura del ricercatore a tempo indeterminato, adottare un piano sviluppo economico improntato attorno al patrimonio culturale.
Ancora, l’Anief chiede di rivedere l’assegnazione degli organici. Il reclutamento dovrebbe poi avvenire su tutti posti vacanti e disponibili, eliminando le graduatorie provinciali per fare spazio ad una unica nazionale. Spazio anche a pensionamenti per gli over 60 o, per chi vuole rimanere, permettere loro di trasformare l’insegnamento in funzione tutoriali. E spazio anche alla formazione su lingue straniere e nuove tecnologie.
Vedremo quindi se il premier Matteo Renzi, che in questi giorni parla proprio di rilancio della scuola all’interno delle misure per rimettere in moto il Paese, terrà conto di queste richieste.

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