Scuola, Anief: il 27 marzo Corte Ue deciderà sorte precari

di | 21 marzo 2014 | scuola | 0 commenti

scuola-interniIl prossimo 27 marzo la Corte di giustizia europea sarà chiamata a decidere il destino dei precari della scuola italiana. Lo annuncia l’Anief, ricordando come la normativa italiana è in contrasto con il diritto comunitario che prevede la stabilizzazione dopo tre anni di contratti.

“Sono tanti i docenti e il personale Ata – dichiara Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo della Confedir – inseriti nelle graduatorie da cui negli ultimi due anni sono chiamati 140 mila supplenti, la maggior parte al termine delle attività didattiche, per far risparmiare allo Stato le due mensilità di luglio e agosto, nonostante i posti siano vacanti e disponibili e non vi siano ragioni sostitutive di personale titolare assente. Il precariato nella scuola non soltanto è rimasto costante negli anni ma oggi è a suoi massimi storici se si considera che soltanto la metà del personale inserito nelle graduatorie ottiene una supplenza al 30 giugno o al 31 agosto, mentre altri 150 mila docenti (abilitati con Tfa, Sfp, diploma magistrale, Pas) attendono di essere inseriti nelle stesse graduatorie. La precarietà è una malattia endemica nella scuola italiana e ora la Corte europea potrebbe trovare la cura”.

Per l’Anief il precariato costa in termini di spending review: nella scuola, dove è stata vietata la stabilizzazione, al netto delle assunzioni, la spesa è aumentata di 348 milioni con un +68%. La legge (124/1999) – conclude l’Anief – è chiara: se un posto è vacante e disponibile deve essere assegnato al 31 agosto, ma la maggior parte dei posti, nonostante non vi sia il titolare, sono assegnati in supplenza al 30 giugno. 

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