Scuola, Anief: ennesima beffa sugli insegnanti di sostegno

di | 10 gennaio 2014 | scuola | 0 commenti

aniefSindacato degli insegnanti sul piede di guerra: se dovesse verificarsi quanto denuncia il deputato del M5S Luigi Gallo, “il mondo della scuola si ritroverebbe davanti all’ennesima beffa: anziché dare seguito al potenziamento del corpo insegnante specializzato nel sostegno, poiché negli ultimi dieci anni il numero di alunni disabili è raddoppiato, passando da 110 mila a 222 mila unità, si persevera nel mantenere in vita la politica dei calcoli ragionieristici a vantaggio dello Stato. A discapito dei cittadini più deboli”. È quanto sostiene l’Anief.
Il sindacato prende spunto dal caso denunciato dal deputato grillino – in un post sulla sua pagina Facebook dal titolo “I numeri fasulli delle assunzioni nella scuola. Il ministro dell’Economia non firma il decreto” – , secondo cui ministero dell’Economia e Ragioneria dello Stato avrebbero stoppato le 4.447 immissioni in ruolo dell’anno in corso e disconosciuto i 26.684 docenti di sostegno che si era previsto di assumere in un triennio, come sancito dal decreto 104 “La Scuola riparte”, convertito nella Legge n. 128 dell’8 novembre 2013.
“Dopo gli scatti automatici, le indennità al personale Ata e ai dirigenti scolastici, anche le immissioni in ruolo dei docenti di sostegno rischiano di trasformarsi in una telenovela” prosegue il sindacato. “A rischio sarebbe, nell’immediato, la prima tranche di assunzioni: i 4.447 di quest’anno. Ma anche le rimanenti 22 mila del prossimo biennio. E una parte delle 69 mila assunzioni di docenti di disciplina e delle 16 mila immissioni in ruolo del personale Ata: la causa va trovata principalmente nella riforma delle pensioni, che ha ridotto il turn over. Lasciando in servizio sempre più docenti italiani con i capelli bianchi, già oggi tra i più vecchi al mondo”.
Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, “anziché calpestare il diritto allo studio dei disabili con dei meri calcoli di ragioneria statale, il governo dovrebbe rompere gli indugi e collocare tutti i 110 mila posti di sostegno nell’organico di diritto. Varando, parallelamente, 50 mila assunzioni su posti vacanti e un piano di inserimento degli alunni disabili nel mondo del lavoro al termine del percorso formativo. E procedere, naturalmente, alle oltre 26 mila assunzioni programmate”. Il sindacato ritiene che vi siano tutti i presupposti giuridici perché coloro che hanno svolto almeno tre anni di supplenza, su posti vacanti e disponibili, possano ricorrere in tribunale.

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