Scavi di Pompei nel caos. E il Mibac “processa” due sindacalisti

di | 10 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

bray“Due sindacalisti sono stati sottoposti ad un procedimento disciplinare per aver denunciato l’insostenibile situazione  di degrado, inefficienza ed abbandono in cui versa una delle aree archeologiche più importanti del mondo”.  Con queste parole il Segretario Generale della Uil Pubblica Amministrazione Benedetto Attili deplora l’azione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

“Quello perpetrato dall’amministrazione dei Beni Culturali –  continua – costituisce un  violento attacco al diritto del sindacato e dei propri rappresentanti di poter informare l’opinione pubblica su fatti reali e concreti, ed assume connotati di estrema gravità allorché la diffusione delle notizie riguarda situazioni di emergenza che costituiscono un pericolo tangibile sia per l’incolumità e per la salute dei visitatori del sito archeologico sia per le condizioni di rischio in cui i lavoratori sono costretti d operare, non tralasciando ovviamente  l’importanza della salvaguardia del bene monumentale stesso. Come tale, questo attacco, arbitrario e privo di qualsiasi motivazione, va respinto e condannato”.

Secondo il Segretario Generale della Uil Pubblica Amministrazione  “l’atteggiamento della locale Soprintendenza, che ha avviato le procedure disciplinari, oltre a  rappresentare una gravissima lesione dei diritti sindacali e della libertà di informazione,  assume le sembianze di un monito e di un’odiosa pressione psicologica nei riguardi di tutti i rappresentanti dei lavoratori nell’esercizio delle proprie funzioni costituzionalmente tutelate; il tutto con la palese complicità della dirigenza centrale del Ministero che ha avallato e recepito i “desiderata” della soprintendenza Napoli-Pompei.”

“La Uil Pubblica Amministrazione – prosegue Attili -considera assolutamente inaccettabile ogni forma di repressione e compressione dell’esercizio dell’azione sindacale e della libertà di informazione,  repressione che evoca i fantasmi di un periodo nero della nostra storia che credevamo finito per sempre. Per questo esprimiamo ai due sindacalisti coinvolti la nostra piena solidarietà e tutto il nostro sostegno, garantendo agli stessi piena assistenza in tutte le sedi”.

“Dal Ministro Bray – conclude il segretario – vertice politico di quel Dicastero, avremmo voluto registrare  una forte assunzione di responsabilità in relazione al rispetto delle garanzie Costituzionali  afferenti alle Organizzazioni Sindacali ed alla libertà di informazione, invece, con il suo silenzio, ha di fatto avallato questa gravissima lesione di diritti costituzionalmente garantiti, pertanto,  ci attendiamo un solo atto di responsabilità: le sue dimissioni”.

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