Scandalo fondi pubblici, affidare più poteri alla Corte dei Conti

di | 16 dicembre 2013 | politica | 0 commenti

soldiMentre scriviamo sono in corso diciannove perquisizioni, in case e uffici di politici sardi indagati per peculato dalla Procura di Cagliari nell’inchiesta-bis sull’utilizzo dei fondi ai gruppi del Consiglio regionale. Il blitz è stato ordinato dal pm Marco Cocco ed eseguito da Carabinieri e Guardia di Finanza. Secondo quanto si è appreso sarebbero coinvolti consiglieri regionali appartenenti a Pd, Udc e Pdl. Senza entrare nel merito della vicenda – e delle eventuali relative responsabilità, innanzi tutto penali – ma anche morali e politiche – ci preme ribadire un dato: il fenomeno è diffuso su tutto il territorio nazionale e, purtroppo, non conosce barriere ideologiche, reali o fittizie che siano.  Le procure della penisola hanno da tempo acceso i riflettori su questo malcostume che contribuisce non poco a creare quel clima di sfiducia e di disillusione all’origine della proteste in atto.

A questo punto se i partiti vogliono riguadagnare un po’ di credibilità (ammesso che ne abbiano ancora) hanno una sola mossa a disposizione: restituire il denaro pubblico erogato senza attendere l’esito dei procedimenti in corso. Magari in forma di “autotutela”, come direbbero i cultori del diritto amministrativo. Sarebbe un bel segnale, specie in questo frangente. Metterebbe a tacere tante voci. Sia chiaro: tra i consiglieri regionali ce ne sono anche di onesti, ma, visto l’andazzo, è necessario dare subito un segnale di discontinuità. Subito dopo le Regioni, ognuna nell’ambito della propria autonomia, si dovrebbero impegnare a varare un regolamento per disciplinare non tanto l’erogazione ma i controlli da eseguire per impedire casi abnormi come quelli di cui si parla da tanti mesi a questa parte. Con il via libera e l’intervento del Governo nazionale si potrebbero attribuire normativamente ai giudici della Corte dei Conti poteri di verifica e ispettivi, facendo scattare subito a carico di chi fa il furbo l’azione di responsabilità per danno erariale ed anche il divieto di ricoprire cariche pubbliche, elettive e non.

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