Sanità, “Mi sta a cuore” mette in evidenza luci e ombre nell’assistenza

di | 12 marzo 2014 | sanità | 0 commenti

cardiopatieL’assistenza per malattie cardiovascolari e cerebrovascolari in Italia passata al setaccio mostra luci e ombre. A tracciare un quadro dettagliato è l’indagine “Mi sta a cuore”, presentata oggi alla Camera, a Roma, da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato.
Sono 7,5 milioni i cardiopatici nel nostro Paese, cioè oltre il 12% della popolazione. Di questi, più di tre milioni soffrono di scompenso. Oltre il 40% delle morti per malattia sono causate da patologie cardiache e il 10% è dovuto a morte cardiaca improvvisa.
Sul fronte delle malattie cerebrovascolari, l’ictus cerebrale è la prima causa di invalidità nel mondo, la seconda di demenza e la terza di mortalità nei Paesi occidentali. In Italia ogni anno si registrano poco meno di 200 mila casi di ictus, di cui circa un terzo porta al decesso nell’arco di un anno e un terzo a invalidità seria. Dunque, quasi un milione di italiani convive con gli effetti invalidanti di un ictus.
Partendo dai dati, l’indagine punta ad approfondire le modalità con cui alcune Regioni e Asl stanno implementando le reti per la prevenzione, la cura e la presa in carico dei pazienti con queste patologie. Nelle segnalazioni dei cittadini al servizio di consulenza, informazione e tutela Pit salute del Tdm, le principali problematiche riguardano le lunghe liste di attesa per esami diagnostici (l’area cardiologica raccoglie il 9,8% delle segnalazioni di lunghi tempi di attesa, dopo la radiologia con il 24%, l’oncologia con il 17,5%, la ginecologia con il 13,6%) e per visite specialistiche cardiologiche (25% del totale, secondo solo all’oculistica con il 25,6%); le difficoltà ad accedere all’assistenza territoriale; il percorso a ostacoli in ospedale, visto che l’8% dei cittadini con patologie neurologiche e il 7,6% di chi ha problemi cardiologici segnalano dimissioni premature e difficoltà nella presa in carico; problemi di accesso ai farmaci (costi, ostacoli burocratici e amministrativi per i farmaci di fascia H o Pht-A e i piani terapeutici). I cardiologi ospedalieri segnalano per i nuovi anticoagulanti orali, disponibili dall’estate 2013, difficolta’ relative ai tempi di compilazione del piano terapeutico informatizzato (circa 25 minuti).

 

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.