Sanità: errori sempre più cari, boom nel 2012

di | 25 febbraio 2014 | sanità | 0 commenti

errori sanitariContinuano a crescere in modo vertiginoso i costi per gli errori nella sanità pubblica: dal 2004 al 2012 il costo medio per sinistro è passato infatti da 40 mila a 66 mila euro, con un picco registrato nel 2012, dove il valore medio del risarcimento è arrivato a 116 mila euro.

In totale in nove anni sono stati pagati risarcimenti per 1,5 miliardi di euro, di cui 300 milioni solo nel 2012. Sono alcuni dei dati che emergono dal quinto rapporto Medmal sui sinistri in sanità di Marsh, relativo a 96 Asl e aziende ospedaliere, presentato oggi a Milano.

”Il picco del 2012 – spiega Emanuele Patrini, healthcare risk manager di Marsh – è spiegabile con un leggero aumento delle richieste di risarcimento danni agli ospedali e un +2% delle richieste di risarcimento danni collegati al parto”. Se i valori assicurativi registrano un aumento medio che va dal 15,4% al 17,2% per medici, infermieri, posti letto, ricoveri, rispetto al precedente rapporto 2004-2011, si riduce leggermente la frequenza degli errori. Dai dati analizzati e’ emerso che ogni ospedale riceve 61 richieste di risarcimento all’anno, corrispondenti a 1 sinistro ogni 10 posti letto e quasi 1,8 ogni 10 medici. ”In sostanza – continua Patrini – pur essendoci stato un calo del numero di sinistri, sono stati più gravi, in parte perché collegati ai parti, e quindi il valore economico del risarcimento è aumentato”.

Anche il valore assicurativo medio è aumentato nel periodo analizzato, passando da 3.400 a 4.000 euro per posto letto: in termini assicurativi un medico costa in media 6.841 euro, un infermiere 2.864 euro, un ricovero 106 euro, con valori molto più alti nel centro Italia. Riguardo al numero di richieste di risarcimenti danni, al primo posto c’é il nord con il 55,4%, seguito dal centro con il 39% (14.801) e dal sud con il 6% (2298). Le specialità più a rischio sono ortopedia (13%), pronto soccorso (12,5%), chirurgia generale (10%), ostetricia e ginecologia (8%) e tra gli errori più reclamati ci sono quelli chirurgici (27%), diagnostici (19%), terapeutici (11%) e cadute di pazienti e visitatori (10%). Le strutture sanitarie di primo livello, cioè quelle di base, hanno il maggior numero di richieste danni (54,73%).

I tempi per le denunce rimangono lunghi: se circa la metà delle richieste di risarcimento danni sono avanzate entro i primi 6 mesi dall’evento, molte arrivano entro due anni e alcune anche entro sei anni. Nei nove anni esaminati dal rapporto sono state chiuse circa il 31% delle richieste danni, mentre resta aperto poco più del 45% di pratiche e il 23% è stato senza seguito.

 

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