Samorì (Mir) a Jesolo: “Il Quirinale adegui i suoi costi a quelli dell’Eliseo”

di | 23 settembre 2013 | politica | Commenti disabilitati su Samorì (Mir) a Jesolo: “Il Quirinale adegui i suoi costi a quelli dell’Eliseo”

samorì“Occorre ridurre tutti i costi di struttura dello Stato allo stesso livello delle altre nazioni europee per evitare che la macchina dello Stato assorba risorse tali da penalizzare la concorrenza delle nostre aziende e danneggiare i livelli di benessere delle nostre famiglie”.

Secondo il presidente dei Moderati in Rivoluzione (Mir), Gianpiero Samorì, intervenuto a Jesolo al convegno “Non c’è lavoro senza impresa” questa riforma deve partire dall’alto “e quindi dal Quirinale, al quale è doveroso chiedere di dimezzare i costi di funzionamento portandoli alla pari dell’ Eliseo e di Buckingham Palace. L’esempio della massima istituzione costringerebbe tutti i partiti e le istituzioni ad un eguale e doveroso comportamento”.

Samorì ha lanciato un duro attacco al sistema “banco centrico che ha ammazzato il potere di acquisto, la dignità dei cittadini e  la produttività delle imprese”: “Viviamo – ha detto – in un Paese comandato da chi ha il potere, ossia da chi ha il denaro, le Banche; ma tutti in Italia hanno paura di parlarne, la verità è che i tumori vanno curati prima che il sistema ne muoia”.

Secondo il presidente del Mir bisogna smetterla “con la privatizzazione degli utili e la socializzazione delle perdite. Uno dei problemi del nostro Paese è che i ricchi vengono sempre agevolati, mentre i poveri sempre più tassati. Non è la classe politica che è fallita, bensì la classe dirigente”.

È necessario, dunque, “introdurre una vera rivoluzione sociale, con un programma attuativo da qui ai prossimi 50 anni per ottenere profili di benessere e un indispensabile ruolo internazionale dell’Italia”.

Servono riforme strutturali effettive, “occorre affrontare in modo drastico il tema del debito pubblico e dei costi di gestione dello Stato e delle Amministrazioni con l’obiettivo di utilizzare ogni euro disponibile a favore di famiglie ed imprese”. Non c’è più tempo: “In sei mesi dobbiamo abbattere il debito pubblico. È perciò doveroso acquisire come patrimonio pubblico le riserve auree della Banca d’Italia stimabili in 270 miliardi di euro, tutti i patrimoni delle fondazioni bancarie e non bancarie, dismettere una parte del patrimonio pubblico e richiedere ai detentori di importanti patrimoni un contributo del tutto eccezionale una tantum. Correlativamente occorre ridurre tutti i costi di struttura dello Stato allo stesso livello delle altre nazioni europee per evitare che la macchina dello Stato assorba risorse tali da penalizzare la concorrenza delle nostre aziende e danneggiare i livelli di benessere delle nostre famiglie”.

Al termine del suo intervento il leader del Mir ha annunciato la sua partecipazione a Forza Italia:  “Abbiamo fondato questa associazione il Mir, di cui ognuno degli aderenti è libero di partecipare a qualsiasi partito, io parteciperò a Forza Italia”.

Comments are closed.