Salute, ministro Lorenzin contraria alla legalizzazione delle droghe leggere

di | 9 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

drogheMentre imperversa il dibattito anti-proibizionista, un secco “no” arriva dal ministro della Salute. “Sono assolutamente contraria alla legalizzazione delle droghe leggere. Uno dei temi che viene evidenziato è quello di trarre benefici economici dalla commercializzazione delle droghe leggere, come ad esempio hanno fatto in Olanda, con la commercializzazione della marijuana e creando di fatto un turismo internazionale della marijuana. Tutto questo ottenendo due risultati: primo, i danni estremi per la salute dei cittadini e secondo, l’affermazione di una cultura della normalizzazione dell’uso di sostanza psicotrope, che continua a produrre in Italia, in Europa e nel mondo, danni enormi, molto più gravi di quelli legati all’uso di una singola sostanza”. Così Beatrice Lorenzin intervenuta a Prima di Tutto su Radio1.
“Quindi – ha spiegato Lorenzin – esistono due ordine di problemi: quello strettamente sanitario e quello culturale, che accompagna l’uso delle sostanze. Io credo che il tema delle dipendenze sia un tema di scottante attualità di cui si parla troppo poco. Ma come facciamo a parlare di liberalizzazione – ha detto ancora il ministro – se i numeri che noi continuiamo a registrare ci parlano di una diffusione sempre maggiore fra i giovanissimi di uso di sostanze, non solo marijuana, hashish, ecstasy, cocaina, e purtroppo anche il ritorno dell’eroina, oppiacei, coktail, sostanze legate all’alcol. Sempre più in aumento anche l’alcolismo fra i giovani. Quindi questi sono messaggi negativi anche sul piano culturale, destabilizzanti”.
“Rischiamo di far passare – ha puntualizzato Lorenzin – , riprodotta come un mantra, un’idea di sottovalutazione del problema, come accaduto negli ultimi trenta anni: cioè dire, ma in fondo utilizzare queste sostanze psicotrope è una cosa più o meno normale, che poi non fa tanto male, che lo faccio per divertirmi, che se lo faccio una volta sola che vuoi che mi succeda. Ed è un messaggio che di fatto aiuta il consumo, deresponsabilizzando sull’uso di queste sostanze. E questo è un danno per i giovanissimi e anche per gli adulti”.

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