Salute, la denuncia dell’Oms: Italia ancora senza piano rosolia-morbillo

di | 20 marzo 2014 | salute | 0 commenti

omsL’Italia non ha ancora provveduto a indicare chi dovrà elaborare un piano contro la rosolia e il morbillo, malattie che continuano a colpire in Europa e nel nostro Paese. La notizia arriva da Antalya, in Turchia dove si è chiuso il meeting dell’Organizzazione mondiale della sanità per fare il punto sulla campagna di vaccinazioni nei singoli Paesi dell’Ue.
Morbillo e rosolia dovranno essere eliminati in Europa entro il 2015, è questo l’obiettivo prefissato dall’Organizzazione mondiale della sanità. E per poterlo raggiungere, l’Oms ha creato una commissione ad hoc di esperti per attuare un Piano di prevenzione a livello europeo al quale hanno aderito 53 Paesi, tra quelli all’interno dell’Ue e nel resto del mondo.
Tra i Paesi che non hanno ancora comunicato all’Oms i nominativi della Commissione che dovrà monitorare il Piano per l’eliminazione di morbillo e rosolia e che, quindi, non hanno ancora inviato i propri dati, inaspettatamente, mancava l’Italia, oltre alla Bosnia, l’Albania, l’Ucraina, la Slovenia e pochi altri.
Dal Sistema di sorveglianza europeo risulta che da aprile 2012 a marzo 2013 sono stati registrati 8.127 casi di morbillo nei vari Paesi europei, tra cui la Francia (559 casi), l’Italia (523), la Romania (3.641) e il Regno unito (3.523). Secondo i dati raccolti, l’88% dei casi di morbillo registrati nel nostro Paese ha riguardato persone che non erano state mai vaccinate: in particolare, i casi del 2013 hanno colpito soprattutto i bambini sotto l’anno di vita (che a quell’età non hanno ancora ricevuto il vaccino), quelli tra 1 e 4 anni e i ragazzi tra i 18 e i 25 anni.
“In Italia e in altri Paesi europei – sottolinea Susanna Esposito, presidente della Commissione dell’Oms per l’eliminazione di morbillo e rosolia congenita – queste sono malattie ancora pericolose. Se vogliamo davvero raggiungere gli obiettivi prefissati dall’Oms ed ottenere, in breve tempo, un efficace aumento della copertura vaccinale è fondamentale il coinvolgimento della classe politica italiana. Il nostro Paese ha dato un grande contributo nell’eradicazione della polio a livello nazionale, lo stesso ci aspettiamo che faccia nell’attuazione del Piano di eliminazione di morbillo e rosolia”.
Pur essendo inclusa nel calendario delle vaccinazioni obbligatorie e consigliate, la copertura vaccinale in Italia rimane ancora complessa: se la copertura con la prima dose appare buona sebbene non ottimale (circa il 90%), quella della seconda dose è, invece, nettamente inferiore agli standard richiesti, anche perché è stata introdotta soltanto nel 2005. Questo il motivo per cui tanti adolescenti e giovani adulti non sono vaccinati o lo stati solo una prima volta.
“Per raggiungere l’obiettivo dell’Oms di eliminare morbillo e rosolia entro il prossimo anno ed eguagliare gli ottimi esempi di Stati Uniti e di alcuni Paesi dell’America Centrale – prosegue Esposito – ogni Paese che ha aderito al Piano di prevenzione dovrà dimostrare un livello di copertura vaccinale pari o maggiore del 95 per cento. Morbillo e rosolia potranno considerarsi malattie eliminate solo quando si constaterà la completa scomparsa di casi delle due malattie per un periodo di al meno 36 mesi dall’ultimo caso conosciuto. Inoltre, gli Stati partecipanti al Piano dovranno raggiungere il 95 per cento dei soggetti di età inferiore ai 40 anni vaccinati con due dosi di vaccino”.

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