A Roma 30 mila bambini in povertà totale. Il Rapporto di Sant’Egidio

di | 13 febbraio 2014 | attualità | 0 commenti

povertaL’Italia è stremata dalla crisi. La povertà dilaga, anche nella capitale. A Roma vivino trentamila bambini in povertà assoluta. Lo dicono le stime dell’assessorato al Sostegno sociale e alla sussidiarietà del Comune contenute nel terzo Rapporto sulla povertà a Roma e nel Lazio 2013 realizzato dalla Comunità di Sant’Egidio.
Nel rapporto si sottolinea inoltre come, secondo l’ultimo rapporto Censis sono ancora di più nel Lazio i bambini che soffrono di indigenza alimentare: 37 mila, pari all’8,69 per cento del totale. Un dato che colloca la regione al quarto posto in Italia, dietro Campania, Sicilia e Lombardia. Si risparmia sul necessario. “Per contrastare la povertà dei bambini è necessario aiutare e incoraggiare le famiglie – chiede Sant’Egidio nel rapporto – ed è altrettanto necessario promuovere la creazione di un tessuto sociale nei quartieri che possa creare un ambiente protettivo intorno ai bambini. La crisi economica trasforma anche le abitudini e gli stili di vita – continua – Si risparmia sul cibo e sulle cure mediche. Ne è riprova l’aumento della distribuzione di generi alimentari nelle strutture caritative, ma anche quello di farmaci. Il Banco Farmaceutico ha distribuito agli enti di volontariato, 8 milioni di farmaci in Italia nel 2013, mentre erano 2 milioni nel 2007”.
Il rapporto mette in evidenza che nella capitale vivono 910 mila minori, ma non esistono adeguate reti di supporto per le famiglie. “Tale assenza di reti, parentali in primo luogo, ma anche amicali e di vicinato, che rappresentano la prima risorsa delle famiglie italiane, non sempre ha potuto trovare sostegno in un’offerta di servizi pubblici spesso inadatta a rispondere ai nuovi bisogni – si legge – pensiamo solo alla carenza di posti negli asili nido: secondo i dati dell’Agenzia per la qualità di Roma Capitale una famiglia su 3 che ne fa richiesta viene esclusa. La domanda non può essere elusa, anche tenendo presente che nel Lazio una donna su due (48 per cento) ha un impiego lavorativo, valore superiore di 10 volte alla media nazionale”.
Nella Regione Lazio la crisi economica purtroppo pesa anche sulla vita delle persone con disabilità. Risorse scarse, con la conseguente riduzione o riorganizzazione degli interventi di carattere assistenziale e riabilitativo da parte delle Asl e dei Comuni, hanno prodotto una situazione in cui l’assistenza pesa sempre più sulle famiglie, che senza aiuti adeguati rischiano di cadere in povertà. Il 93 per cento dei disabili vive in famiglia. Secondo l’Istat il 41,2 per cento delle famiglie nel Lazio nel 2013, contro il 32,8 della media nazionale, con almeno una persona disabile, avrebbe avuto bisogno di assistenza domiciliare ma non ne ha usufruito.
Infine, un altro preoccupante dato, che rispecchia quello nazionale: cresce la disoccupazione nel Lazio e colpisce in particolare la fascia giovanile ma anche gli over 45: Roma detiene il record di giovani disoccupati, mentre nell’intera regione il fenomeno riguarda il 40 per cento dei giovani. Non va meglio agli ultraquarantenni, tra i quali i disoccupati toccano la soglia dei 50mila. La regione Lazio, nel primo trimestre 2013 si colloca al quarto posto tra le regioni con un maggior numero di disoccupati (al 30 giugno il numero di disoccupati si assesta attorno alle 251.000 unità, dato Istat). In particolare la crisi ha colpito il settore del commercio, mentre l’unico dato positivo è quello dell’export (+5,1 nel Lazio rispetto al 2012). L’ indice di impoverimento si misura con il record di “sparizioni” di negozi. In tutta Italia 21 mila imprese hanno chiuso dall’inizio del 2013, e il Lazio è tra i primi posti con 936 chiusure con un saldo negativo, in un anno, di 635 aziende. Si tratta di bar, ristoranti, piccoli esercizi.

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