Roberti: l’Agenzia nazionale per i beni confiscati non ha mezzi

di | 20 novembre 2013 | legalità | 0 commenti

Si fa presto a parlare di lotta alle mafie. Ma se poi mancano i mezzi è difficile mettere i bastoni fra le ruote ad organizzazioni che possono contare su patrimoni immensi. In questa direzione va la denuncia lanciata questa mattina dal procuratore nazionale antimafia Franco Roberti in occasione della Giornata nazionale per la trasparenza e la legalità nell’economia.

Il successore di Pietro Grasso, oggi presidente del Senato, ha evidenziato che mancano i mezzi all’Agenzia nazionale per i beni confiscati alle mafie. Che, invece, dovrebbe poter contare sul massimo delle risorse disponibili, perché, attraverso la sua azione, la criminalità organizzata viene colpita due volte.

Roberti, già procuratore capo a Salerno, è intervenuto nella sede di Unioncamere dove è stato firmato il protocollo d’intesa tra l’associazione delle camere di commercio, l’associazione Libera, Legambiente e il comitato albo nazionale gestori ambientali. Il magistrato, che per anni ha dato la caccia ai vertici dei capi del clan dei Casalesi, ricordando le parole che Giovanni Falcone pronunciò nel 1983 a proposito della necessità di ”stabilire chi è a favore e chi è contro la mafia”, ha ribadito che ”i beni vanno gestiti affinché possano essere utilmente restituiti alla comunità”. “Eppure – ha concluso il procuratore nazionale – non sono stati ancora attuati interventi normativi essenziali per poter funzionare, come l’albo degli amministratori giudiziari”.

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