Rivellini: “Serve uno Statuto europeo dei lavoratori”

di | 28 novembre 2013 | lavoro | 0 commenti

Serve uno Statuto europeo dei lavoratori. Lo chiede da tempo l’eurodeputato Enzo Rivellini (Fi/Ppe) che ha scritto al Capo dello Stato Italiano, Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy ed al Presidente della Commissione José Manuel Barroso, oltre che al Presidente dell’europarlamento Schulz, al Premier Letta ed ai vertici dei sindacati italiani perché ritiene “assolutamente indispensabile affrontare le gravi disparità di lavoro che persistono tra i vari Stati membri della Ue”.

“Da tempo – afferma il vulcanico esponente politico – sono fautore di una proposta che reputo indispensabile, lo Statuto Europeo dei Lavoratori, per rispondere al profondo disagio che c’è tra lavoratori ed operai che oggi perdono il posto di lavoro per evidenti condizioni di disparità legislativa nella Ue”.

Di qui l’ulteriore considerazione che “è umanamente e politicamente difficile spiegare come in una Europa libera da restrizioni alle frontiere ed unita da una sola moneta e da una sola bandiera esistano ancora diverse legislazioni nel mondo del lavoro che producono situazioni di asimmetria contrattuale macroscopiche e che di fatto inducono pratiche di concorrenza sleale e dumping sociale”.

Rivellini sottolinea che un operaio che perda la propria occupazione perché la sua azienda, sfruttando situazioni salariali di sicurezza sul lavoro “al ribasso”, trasferisce il suo reparto in un altro Paese della Ue, non può sentirsi “realmente europeo”.

“I principi di uguaglianza e di salvaguardia dei diritti dei lavoratori – continua – non sono forse ragioni sufficienti per poter armonizzare questa materia e legittimare uno Statuto europeo dei lavoratori? Pervenche Berès, Presidente della commissione per l’occupazione e gli affari sociali al Parlamento europeo, che ho sollecitato, ha risposto per iscritto alle richieste presentate e ha sottolineato come, attualmente, esistano problematiche burocratiche e statutarie che impediscono la discussione sul tema”.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.