Rimborsi, Renzi attacca i 5 Stelle. Di Maio va in banca con Le Iene

di | 13 febbraio 2018 | attualità, politica | 0 commenti

Il segretario del Pd Matteo Renzi torna all’attacco sullo scandalo dei rimborsi del Movimento 5 Stelle: “Ci sono delle truffe evidenti, acclarate e chi ha la responsabilità dovrebbe dire come stanno le cose”. E aggiunge: “I Cinquestelle non hanno mantenuto la promessa di diversità, sono diventati un’arca di Noè di truffatori, riciclati e scrocconi. Sono sei anni che ci fanno la morale ma ci sono truffe acclarate; si sono presentati come diversi dagli altri ma sono come tutti gli altri”.

“La vicenda in sé non è importante per i soldi che mancano – continua Renzi –  il punto problematico semmai è che alla fine con questo meccanismo non si sa più chi è il candidato, ogni giorno Di Maio dice ‘questo non è dei nostri, ci vergogniamo’. Parlo di Dessì, di Cecconi o Martelli. Hanno combinato dei pasticci ma restano in lista. Un cittadino che vuole votare 5Stelle non è che si può fidare di un tweet”.

“Di Maio – conclude l’ex premier – si tolga il dente e dica tutti insieme i nomi di quelli cha hanno truffato, altrimenti danno l’idea di considerare gli italiani un popolo di rincoglioniti. Dica la verità, ma senza farci la morale. Perché i moralizzatori senza morale non funzionano”.

A fronte di queste parole, il candidato premier M5S Luigi Di Maio si è presentato stamattina negli uffici dell’Istituto di credito che è a Montecitorio. In sua compagnia, oltre allo staff M5S, c’era l’inviato de “Le Iene”, Filippo Roma, tra gli autori dell’inchiesta sulle “restituzioni” dei parlamentari M5S.

La presenza di Di Maio in banca mostrerebbe la volontà del leader di fare chiarezza sulla vicenda:  presumibile che abbia chiesto allo sportello bancario di fornirgli copia dei bonifici al Fondo per il microcredito del ministero dello Sviluppo sul quale i pentastellati devolvono parte del loro stipendio.

“In tanti lamentavano il fatto che i nessuno controllava i rimborsi, adesso emergono fatti sicuramente gravi. Di Maio cerca di spostare il dito così la gente si distrae e dice che sono stati versati 23 milioni ma quello che trovo grave è che siano al momento i ‘caporali’, cioè le persone più visibili, ad aver fatto questo, ad aver falsificato le rendicontazioni. Non penso sia una cosa molto diffusa, immagino una decina di persone, ma sono quelli che mi attaccavano dicendo che non ero degno a loro avviso, i più puri facevano queste cose”. Lo ha detto Federico Pizzarotti, ex Movimento 5 stelle e sindaco di Parma, a Circo Massimo in merito alla vicenda dei mancati rimborsi che ha travolto il Movimento 5 stelle.  

“Il Movimento è già morto da tempo, ora tante persone lo chiamano ‘il partito di Di Maio’ – ha detto Pizzarotti – Quando è scomparso Casaleggio ha perso la persona che dava la linea, il programma e la visione. Grillo si è allontanato da tempo, per stanchezza. Il M5s è diventato un’altra cosa. Anche le persone sono diverse”. Lo ha detto l’ex M5s e sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, a Circo Massimo.    

Per Pizzarotti Di Maio ha la stoffa del leader: “Ha scalato un movimento che non era scalabile. Ma fare il premier è un’altra cosa, forse servirebbe maturare un’esperienza di tipo gestionale in altri ambiti”. 

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