I Rifiuti scaricati in mare costano milioni all’economia di pesca e turismo

di | 5 aprile 2017 | ambiente | 0 commenti

inquinamentoAnche nel Mediterraneo il problema dell’inquinamento portato da oggetti di uso comune che finiscono in acqua e non sono biodegradabili provoca danni enormi sia sul piano economico che su quello ambientale. Nel mare finisce di tutto, dai mozziconi di sigaretta alle bottiglie di plastica, agli involucri per alimenti, alle lattine e molto altro, 250 miliardi di micro particelle di plastica impattano sulla vita della fauna causando un vero e proprio sterminio di diverse specie. Il danno economico per le attività di pesca, turismo, acquacoltura, navigazione ed energia è enorme e mettere tutto nero su bianco con tanto di numeri è stato il rapporto del Centro comune di ricerca della Commissione europea sulla minaccia che rappresentano i rifiuti marini per l’ecosistema di mari e oceani, la salute umana e le attività economiche. La relazione conferma “che gli elementi in plastica hanno il più alto impatto dannoso diretto e indiretto”. Così ogni anno milioni di specie che vivono negli oceani sono “debilitati, mutilati e uccisi dai rifiuti marini”. Sotto il profilo economico poi, si stima che il danno annuale della presenza di detriti in mare per il settore della pesca nell’Ue sia di circa 61,7 milioni di euro, in termini di minor gettito di catture e per costi che vanno dalla rimozione di attrezzi da pesca alle eliche rotte, e servizi di soccorso. Più in particolare uno studio olandese – citato nella relazione – ha stimato “in 6,7 milioni l’anno il costo totale per la rimozione di rifiuti marini in spiagge e coste di 32 Comuni situati nei sette Paesi della macro-regione Adriatico-Ionica”. In media “il 5% del loro bilancio”.

 

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