Responsabilità sociale, le imprese investono ma comunicano poco

di | 4 ottobre 2013 | economia | Commenti disabilitati su Responsabilità sociale, le imprese investono ma comunicano poco

responsabilita socialeIl futuro è nella responsabilità sociale d’impresa, settore dove le aziende continuano ad investire. Un quadro molto positivo è emerso in occasione del Salone della Csr (Corporate social responsibility) che si è svolto all’Università Bocconi di Milano, dove è stato presente tutto il mondo delle imprese sociali profit, non profit e pubbliche per presentare casi concreti di welfare.Progetti che vanno dal consumo responsabile dell’energia rivolto agli studenti delle elementari al metodo di ascolto attivo dei pazienti (Narrative based medicine) per migliorare la diagnosi e la cura dei malati, dagli eco-arredi di legno di provenienza legale e “tracciata” al lavoro in carcere che crea un futuro per i carcerati, dalla distribuzione alle famiglie svantaggiate delle cassette di frutta ed ortaggi che sono avanzati sui banchi dei mercati ambulanti ai contributi per comperare alimenti per il connubio mamma-bambino in difficoltà e tanto altro.

Secondo un’indagine realizzata da GfK Eurisko, le aziende “virtuose” e particolarmente impegnate nella Corporate Social Responsibility, affermano nel 54% dei casi che la crisi non ha avuto effetti di rilievo sull’impegno a favore della sostenibilità. Al contrario per oltre un terzo lo ha addirittura accresciuto e solo per il 10% lo ha ridotto. Addirittura per l’88% di queste imprese la sostenibilità rappresenta un valore primario di riferimento e la maggioranza di esse dichiara di avere ottenuto grazie a tale impegno un vantaggio di reputazione (58%), nella relazione con il territorio dove operano (59%) ed anche nella innovazione di prodotto o di servizio (55%).

Da un’altra indagine, che ha coinvolto un campione di 102 aziende europee dei settori dell’abbigliamento, accessori, alimentare, automobilistico e grande distribuzione, condotta dal CReSV-Centro Ricerche su Sostenibilità e Valore della Bocconi, è emerso, che le aziende orientate alla sostenibilità sono meno esposte al rischio della bancarotta. In particolare, la ricerca evidenzia che le aziende sostenibili hanno il 70% in meno di possibilità di subire un fallimento. Secondo il Direttore del CReSV Francesco Perrini, “la superiorità delle aziende sostenibili rispetto a quelle non, e la loro capacità di soddisfare meglio lo spettro allargato di portatori di interesse della società, garantisce una maggiore sostenibilità di lungo termine”.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Il settore, infatti, sembra avere un unico e grande problema che è quello dovuto alla mancanza di comunicazione che “nel campo della Csr- spiega Paolo Anselmi vicepresidente Gfk Eurisko – è cruciale”.

Secondo Anselmi “le aziende sono timide, spesso reticenti e comunicando su questi aspetti, temono di poter suscitare sospetti nel consumatore, mentre in realtà, solo se si comunica in modo chiaro, onesto e trasparente si mette il consumatore in condizione di riconoscere i prodotti che sono effettivamente caratterizzati da una maggiore sostenibilità”. Il il vicepresidente GfK Eurisko spiega che “quello che manca, oltre ad un investimento degno in comunicazione, è anche la capacità di trovare sia i mezzi efficaci sia i contenuti”.

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