Rendite finanziarie, ecco come cambia la tassazione

di | 13 marzo 2014 | attualità | 0 commenti

rendite-finanziarieEcco come cambia la tassazione sulle rendite. Sui titoli di Stato continueremo a pagare il 12,5%. Su azioni e simili, la tassa sulle rendite finanziarie, cioè sugli interessi e sui guadagni in conto capitale, salirà dal 20 a 26%. Questo a partire dal primo maggio. L’inasprimento fa da contraltare al taglio delle tasse sul lavoro e ci mette in linea con il resto d’Europa dove l’aliquota per i privati con portafoglio balla intorno al 25%.
Nello specifico, dal primo gennaio 2012 il 12,5% vale solo per i Btp e per gli altri titoli di Stato, mentre per azioni, fondi comuni, bond e così via l’aliquota è salita al 20%. E al 20% sono invece scesi dal precedente 27% i prelievi sugli interessi maturati dai conti correnti. Nel 2013, con l’aliquota al 20%, lo stesso rendimento ha sopportato una tassa di 300 euro a cui si è aggiunta la mini patrimoniale dello 0,15% che ne vale altri 75. Totale: 375 euro. Se immaginiamo un 2014 con l’aliquota al 26% (per semplificare la applichiamo a tutto l’anno anche se di certo non sarà così) il nuovo monte fisco sale a 390, a cui se ne aggiungono cento di “patrimonialina”, passata allo 0,2% dal primo gennaio: siamo a 490 euro. Senza considerare i possibili effetti della tassa sulle transazioni finanziarie in vigore dal marzo 2013 per le azioni italiane.
A quali strumenti si applicherà la nuova aliquota? Titoli di Stato a parte, oggi tutti gli altri asset (bond societari, azioni, pronti contro termine, fondi comuni, polizze e anche depositi di liquidità vincolati) pagano il 20% su rendimenti e capital gain. Fanno eccezione i fondi pensione, che hanno un’aliquota agevolata intorno all’11%.

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