Referendum, in corso la raccolta di firme dei radicali. Ecco cosa prevedono i 12 quesiti

di | 20 agosto 2013 | politica | Commenti disabilitati su Referendum, in corso la raccolta di firme dei radicali. Ecco cosa prevedono i 12 quesiti

referendum radicaliÈ in corso la raccolta delle firme per le proposte di referendum avanzate dai Radicali. I quesiti sono in tutto dodici e riguardano la giustizia, i diritti civili per gli immigrati, l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e quella dell’ergastolo. I primi sei sono stati depositati il 10 aprile scorso.

1. Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti previsto nella formula attuale dei “rimborsi elettorali” dalla legge n.96 del 2012 (già una volta in passato il finanziamento pubblico ai partiti fu abolito da un referendum proposto dai Radicali, ma il Parlamento trovò diverse strade per aggirare la legge e la volontà popolare ripristinandolo).

2. Abrogazione della norma che prevede la ripartizione della quota dell’otto per mille tra le confessioni religiose anche per chi non ha espresso una scelta sulla propria dichiarazione dei redditi.

3. Abolizione del carcere per alcuni reati riferiti all’uso di sostanze stupefacenti, come la coltivazione domestica, il possesso e il trasporto in quantità medie.

4. e 5. Abolizione del reato di clandestinità (riferito all’articolo 10 bis del Testo Unico sull’immigrazione n. 286 del 1998) e delle norme (articoli 4 bis e 5 bis dello stesso Testo Unico) che incidono sulle condizioni dei lavoratori immigrati, definite clandestine e precarie.

6. Eliminazione dei tre anni di separazione obbligatoria prima di ottenere il divorzio.

I restanti  sei, che riguardano la riforma della giustizia, sono stati depositati il 28 maggio scorso, dal Comitato Giustizia Giusta, presieduto da Marco Pannella.

1. e 2. Abrogazione di due articoli della legge n. 117 del 1988 sulla responsabilità civile dei magistrati: lo scopo è quello di agevolare i cittadini all’esercizio dell’azione civile nei confronti dei magistrati, per risarcire i danni subiti a causa di una sbagliata interpretazione del diritto o a causa di eventuali errori nella valutazione di fatti o prove.

3. Abrogazione delle norme che consentono la pratica dei magistrati “fuori ruolo”, cioè dei magistrati messi a capo di uffici della pubblica amministrazione e nei ministeri.

4. Limitazione del carcere preventivo – cioè della custodia cautelare – soltanto per i reati gravi.

5. Abolizione dell’ergastolo.

6. Separazione delle carriere dei magistrati, vale a dire  separare le carriere della magistratura requirente (i pubblici ministeri) da quella della magistratura giudicante (i giudici).

 

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