Referendum, flop dei radicali sui diritti civili. Ok le firme per la giustizia giusta

di | 30 settembre 2013 | politica | Commenti disabilitati su Referendum, flop dei radicali sui diritti civili. Ok le firme per la giustizia giusta

radicaliNiente quorum per i referendum e i Radicali se la prendono con lo Stato. I sei quesiti in materia di “libertà e diritti civili” non hanno raggiunto le 500mila firme previste dalla legge per poter essere presentati. Sfuma ancora una volta il referendum sull’abolizione del finanziamento ai partiti. Gli altri quesiti riguardavano l’abolizione dell’otto per mille, la modifica delle attuali norme sull’immigrazione e sulla droga e il divorzio breve.

“Siamo stati battuti da uno Stato fuori legge che ha impedito a milioni di italiani di firmare e perché la sinistra, come la destra, non li hanno voluti in quanto scomodi alla partitocrazia”, lamenta Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani, annunciando una “denuncia nei confronti dello Stato italiano di fronte al Comitato dei diritti umani dell’Onu per violazione del Patto internazionale sui diritti civili e politici, in modo che almeno per il futuro sia garantito il diritto degli italiani a promuovere un referendum”.

Le firme raccolte, seppure insufficienti, saranno depositate in ogni caso in Cassazione proprio a sostegno dell’annunciato ricorso all’Onu: “Purtroppo possiamo consegnare al voto popolare degli italiani solo i referendum sulla giustizia – aggiunge Rita Bernardini, esponente dell’assemblea legislativa dei Radicali – da parte della sinistra non è arrivato alcun apporto per poter votare gli altri referendum”.

Superate invece le 500mila firme necessarie per i quesiti sulla “giustizia giusta”: le sottoscrizioni, che hanno raggiunto quota 532mila, sono state depositate ieri mattina in Cassazione.

Sei i referendum che, dunque, ora saranno all’esame dell’ufficio preposto alla Suprema Corte: due quesiti riguardano la responsabilità civile dei magistrati, mentre gli altri chiedono l’abolizione dell’ergastolo e del fuori ruolo per i magistrati, chiedono la separazione delle carriere in magistratura e lo stop dell’abuso della custodia cautelare in carcere.

La Cassazione, entro il 31 ottobre prossimo, dovrà esaminare la validità delle firme. Se queste ricevessero il via libera dal Palazzaccio la parola passerebbe alla Consulta, deputata a vagliare la legittimità costituzionale dei quesiti.

“Quella sui referendum sulla giustizia è una conquista – dichiara la Bernardini – nessuno di questi quesiti serve a Berlusconi, ma la nostra vittoria di oggi è anche grazie a lui”. La Radicale, in particolare, spiega il contenuto dei referendum sulla responsabilità civile delle toghe: “Vanno eliminati i troppi filtri che oggi rendono quasi impossibile portare avanti una causa del genere, e bisogna introdurre ciò che ci ha chiesto anche l’Europa, ossia la possibilità di fare ricorso anche per l’errata interpretazione delle leggi”.

 

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