Reddito minimo, qualcosa si muove

di | 27 novembre 2013 | Senza categoria | 0 commenti

reddito minimoLa legge di Stabilità compie finalmente un passo verso il reddito minimo. Si parla infatti di reddito d’inserimento da finanziare con i contributi dalle pensioni più alte. Ma anche di rivoluzione delle tasse sulla casa, riduzione del taglio del cuneo fiscale con detrazioni più sostanziose sui redditi medio-bassi.
Nello specifico, per la casa via la Trise, arriva la Iuc. Avrà tre componenti: la prima l’Imu, che non si pagherà sulla prima casa, la seconda la Tari, sulla raccolta di rifiuti e quindi la Tasi, sui servizi indivisibili. Su quest’ultima arrivano le detrazioni, le sceglieranno i comuni che avranno per questo 500 milioni di disposizione.
Gli sconti sui redditi da lavoro sono riformulati con una detrazione massima che arriva ora a 225 euro. I benefici si concentrano nella fascia di reddito fino a 32mila euro.
Arriva in via sperimentale il reddito d’inserimento nelle grandi aree metropolitane per fronteggiare la povertà. Stanziati 120 i milioni.
Le risorse per i poveri arrivano da un contributo sulle pensioni sopra i 90mila euro che sarà prima del 6% per poi salire al 12% sopra i 128mila euro, per toccare il 18% per gli assegni sopra i 193mila euro.
Sul fronte fiscale, interessi azzerati per rottamare le vecchie cartelle di Equitalia. Si dovrà pagare il 100% della sanzione e della tassa dovuta.
Per fronteggiare l’emergenza alluvione in Sardegna, il governo ha messo a disposizione circa 100 milioni di euro a cui si aggiungeranno altri fondi dell’Anas per la ricostruzione delle strade dissestate.
I risparmi ottenuti dalla riduzione del finanziamento pubblico ai partiti andranno alle Regioni colpite da calamità naturali. Le risorse ammontano a circa 68 milioni di euro.
Sul fronte delle imprese, con la garanzia dello Stato, la Cassa Depositi e Prestiti potrà intervenire acquistando titoli cartolarizzati delle aziende di ogni dimensione.
Per i cosiddetti precari nasce il Sistema nazionale di garanzia con due fondi, uno a favore delle Pmi e uno per i mutui delle famiglie e dei lavoratori co.co.pro.
Per l’isola di Budelli deroga alla normativa che vieta acquisti da parte di enti pubblici e che consente allo Stato di esercitare il diritto di prelazione stanziando i 3 milioni necessari.
Circa il fabbisogno di Regioni e enti, L’attività di monitoraggio e di revisione dei fabbisogni e dei costi standard dovrà essere completata entro il 2015.
Le accise, secondo un emendamento del governo, saliranno nel 2017 e nel 2018 per assicurare un gettito di 220 milioni il primo anno e 199 milioni il secondo.
Per quanto riguarda i conti correnti, si potranno trasferire senza spese aggiuntive i servizi di pagamento.
Sul fronte dei manager pubblici, secondo un emendamento del governo gli amministratori di società pubbliche locali rischieranno il licenziamento se per due anni consecutivi l’impresa risulterà in perdita.
In merito alla Sla, per i non autosufficienti sono stanziati complessivamente 350 milioni di cui 75 aggiuntivi per l’assistenza domiciliare.
Per Inail arriva un intervento di ricalcolo sulle tabelle per il danno biologico per favorire chi ha subito un danno. Ci sarà inoltre un innalzamento consistente per i parenti superstiti delle vittime del lavoro.
Per quanto riguarda la vendita dei beni sequestrati, un emendamento dei relatori punta a fare cassa liberando dagli appositi depositi i veicoli custoditi da oltre 2 anni, indipendente dallo stato di conservazione. Per la vendita non importa che l’autovettura sia stata confiscata, basterà il sequestro o il fermo amministrativo (le cosiddette ganasce fiscali).
Si muove qualcosa anche sul fronte degli sperperi elettorali, schede per il voto più piccole e taglio agli spazi gratuiti messi a disposizione dai comuni ai partiti per i manifesti elettorali. L’emendamento prevede risparmi di 44,5 milioni grazie a queste ed altre misure che tagliano una serie di incombenze amministrative nei seggi.
Per quanto riguarda le banche, aiuto fiscale per quelle che hanno rivalutato beni o subito perdite sui crediti. Arriva per loro un credito d’imposta Irap ad hoc che consentirà di scontare dai tributi dovuti quanto anticipato se dalla dichiarazione Irap, a partire dal 2013, emerga un valore della produzione negativo.
Infine, restano 330 milioni destinati all’autotrasporto, 500 milioni al rinnovo del parco su gomma e si rotaia del trasporto pubblico locale, 500 milioni ad interventi sulla rete ferroviaria, 20,7 milioni alla banda larga, 335 milioni nel 2014 e 150 milioni nel 2015 all’Anas, 58 milioni in due anni sono destinati per il semestre di presidenza italiana del Consiglio Ue, 20 milioni a Lampedusa.

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