Razzante (Aira): Giochi d’azzardo online, servono norme omogenee

di | 27 febbraio 2014 | legalità | 0 commenti

razzante ranieriSu 2.200 “app” categorizzate come “slot machine”, 19 (e crescono ogni giorno) hanno il tag “per bambini”. È un fatto di una gravità inaudita, quello che, nei giorni scorsi, Simone Feder del Movimento No Slot ha denunciato all’opinione pubblica attraverso l’Ansa. “La Voce Sociale” ha sentito il professor Ranieri Razzante dell’Università di Bologna, che, sul tema – nel corso della passata legislatura – in qualità di consulente, ha realizzato un dossier per la Commissione parlamentare antimafia.

Professore ha sentito che ci sono slot machine per bambini: che ne pensa?

Le slot machine per minori vanno vietate, a prescindere da quali siano i meccanismi premianti.

Cioè?

Vanno sempre vietate anche se in palio ci fossero degli orsacchiotti di peluche. Però sul tema del gioco dobbiamo essere meno allarmisti.

In che senso?

Nel senso che il gioco d’azzardo non è illegale in quanto tale. E l’associazione Aira (Associazione nazionale dei responsabili antiriciclaggio) di cui faccio parte e che ho l’onore di presiedere si sta occupando – attraverso un’apposita commissione – della legalità nel comparto giochi e si farà promotrice di un tavolo di lavoro per una regolamentazione più appropriata e organica del fenomeno.

Si spieghi meglio, professore. Non condivide, forse, la campagne contro il gioco?

È condivisibile l’implementazione di campagne informative che insistano semmai sul fatto che ogni tipologia di gioco può far vincere come perdere e che non bisogna insistere quando si perde, ma anche quando si vince troppo: spesso si tratta di un trucco utilizzato da chi lavora nell’ombra. Il fenomeno del gioco compulsivo è un problema che esiste e va affrontato con la strutture competenti. Ovviamente ai bambini, e più in generale ai minori, non va consentito di giocare in ogni caso. I siti e le applicazioni per cellulare che si rivolgono a bambini vanno oscurati e mi auguro che l’Amministrazione dei Monopoli di Stato intervenga tempestivamente attraverso la polizia postale.Evitiamo, però, di criminalizzare il gioco d’azzardo in quanto tale.

Il gioco d’azzardo non è, forse, illegale?

È questo l’errore. Mi spiego meglio. Se illegale si riferisce al grado di penetrazione della criminalità organizzata nei siti di gioco online le rispondo, avendo curato, nella precedente legislatura, un dossier per la Commissione parlamentare antimafia, che la criminalità nel settore dei giochi online prospera e quindi ci possono essere dei rischi. Ma questo non significa che bisogna trascinare in un vortice l’intera industria del gioco che, tra settore principale e indotto, dà lavoro a qualche centinaio di migliaia di persone ed alle loro famiglie. Il vero problema è un altro.

Quale?

In Italia ci sono norme severissime sulle autorizzazioni alle concessionarie. Le posso garantire che sono tra le più controllate per quanto riguarda i soggetti coinvolti, le partecipazioni societarie. I Monopoli di Stato, inoltre, erogano provvedimenti sanzionatori ogni qual volta emergono violazioni delle norme. Il problema sono le legislazioni estere.

Cioè?

Le faccio l’esempio di un sito la cui piattaforma di gioco si trova in Gabon o in un Paese dell’Est europeo. L’Amministrazione dei Monopoli di Stato può oscurare i siti per l’Italia, attraverso l’impiego degli uomini e delle donne della Polizia Postale, ma ha alcuna possibilità giuridica di entrare nella politica di gioco delle altre nazioni. Perciò se davvero si vuole affrontare la questione una volta per tutte, bisogna lavorare per colmare il vuoto normativo generato da questa mancata armonizzazione di norme. È ovvio che la criminalità si inserisce nella fase a valle: dal gestore al tabaccaio di turno, all’esercente che viene minacciato per truccare le macchinette presenti nel suo locale. Ma questo è un altro problema di cui devono farsi carico le forze dell’ordine e i giudici.

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