Rapporto Accredia-Censis: imprese più deboli, cala la qualità della vita

di | 26 febbraio 2014 | attualità | 0 commenti

qualità-vita“Rimane alta” la qualità del sistema produttivo italiano che “evidenzia fenomeni di propensione all’innovazione e di crescita abbastanza intensi ma ha subito un deterioramento che non lascia pensare ad una robusta capacità di ripresa”. Mentre “diminuiscono la qualità della vita e del contesto socio-economico, dell’ambiente e dell’offerta di servizi pubblici”. È il quadro che emerge dal secondo rapporto Accredia-Censis su “qualità, crescita, innovazione”.
I dati che emergono dal rapporto sulla qualità del sistema produttivo italiano (l’indicatore rilevato da Accredia-Censis su 18 variabili si attesta a 71,5 su 100 nel 2012) “pongono la Lombardia al primo posto, seguita da Piemonte, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Veneto”. Sono “leggermente sotto la media italiana” regioni come Toscana, Marche e Friuli Venezia Giulia. In coda Sardegna, Molise, e ultima la Calabria”.
Anche l’indicatore qualità della vita e del contesto socio-economico “si pone ad un livello abbastanza elevato (72,2 su 100 nel 2012), sebbene in diminuzione. Il Paese non registra certamente fenomeni di degrado diffuso ma – avverte il rapporto – occorre senza dubbio migliorare. La forte crescita del tasso di disoccupazione, soprattutto tra i giovani, la riduzione dei consumi pro-capite ed il progressivo allargamento di situazioni di disagio sociale tra le famiglie, non hanno permesso una evoluzione positiva”.
Su questo fronte “appare piuttosto evidente il dualismo tra le regioni del Centro Nord e quelle meridionali”. Prima in classifica il Trentino Alto Adige, seguita da Valle d’Aosta e Lombardia. In coda, Campania, Puglia, ultima la Sicilia.
L’indicatore sulla qualità dell’ambiente segna il valore più contenuto (46,1 su 100 nel 2012) “evidenziando un ritardo in gran parte del Paese rispetto a pratiche ottimali”. La regione “più virtuosa” è la Valle d’Aosta, seguita a poca distanza dal Trentino Alto Adige e ad “una considerevole distanza” dalla Basilicata. In coda Puglia, Campania, Sicilia.
Quanto alla qualità dell’offerta di servizi pubblici (l’indice si attesta a 77,3 su 100 sempre con riferimento al 2012) emergono “punte di eccellenza ma un andamento decrescente e ampi margini di miglioramento”. In testa Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige; in coda Puglia, Calabria, Sicilia.

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