Raffaele Marcello, Unione nazionale commercialisti: “Sul pagamento della mini-Imu regna il caos, serve una proroga”

di | 17 gennaio 2014 | Senza categoria | 0 commenti

Raffaele Marcello Unagracodi Adolfo Spezzaferro

“Sul pagamento della mini-Imu c’è un caos organizzativo tale da poter determinare errori di calcolo da parte degli studi dei commercialisti. Questo rallenta notevolmente ogni pratica perché purtroppo le strutture debbono andare a verificare di volta in volta aliquote e parametri, Comune per Comune”. A lanciare l’allarme è Raffaele Marcello (nella foto), presidente dell’Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili (Unagraco), che ci ha spiegato che cosa sta succedendo.

Come sta andando il pagamento della mini-Imu?
Gli studi professionali sono in enorme difficoltà: la scadenza è fissata per il prossimo 24 gennaio. Ecco perché chiediamo al governo una proroga o un ravvedimento a costo zero nei trenta giorni successivi. La scadenza rappresenta l’ennesimo adempimento a costo zero per i commercialisti, che in passato hanno sempre aderito a queste forme di salvaguardia per il bilancio dello Stato. Ma i Comuni avrebbero dovuto cooperare nella predisposizione dei pagamenti. Ad oggi, invece questa scadenza rappresenta solamente ulteriore lavoro per gli studi, già gravati da un numero esorbitante di scadenze.

Che cosa avrebbero dovuto fare i Comuni?
Secondo le disposizioni del governo, avrebbero dovuto coadiuvare i contribuenti. Nel quadro della norma è previsto infatti che le amministrazioni comunali inviino dei bollettini prestampati ai contribuenti. Cosa che invece in molti casi non è stata fatta.

 

E questo che cosa comporta?
Il caos generale. Perché i parametri possono variare da Comune a Comune, sia per quanto riguarda le aliquote che le imposte minime da versare. In molti casi, poi, questi dati non sono stati inviati alle case software che gestiscono il pagamento telematico della mini-Imu.

Per cui i controlli dovete farli voi?
Sì, e a volte per importi minimali. Stiamo parlando anche di quattro-cinque euro. Capisce bene che in molti casi quindi il nostro operato non viene remunerato.

Prima le associazioni dei consumatori, adesso voi dell’Unagraco. Se il governo non dovesse accogliere la vostra richiesta di proroga, quale sarà la prossima scadenza di pagamento?
La prossima scadenza riguarda i contribuenti titolari di partita Iva. Entro il 31 gennaio c’è l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle entrate i beni utilizzati dai soci, nonché le somme fatte affluire dai soci come finanziamento o apporto. Anche in questo caso l’operazione è telematica.

Neanche per questa scadenza il quadro è chiaro?
No, affatto. Tenga presente che gli ultimi chiarimenti interpretativi sono usciti ieri. In ogni caso stiamo parlando di dati che fanno soltanto aumentare il nostro lavoro. Francamente non ne vedo l’utilità.

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