Questione meridionale, ferita ancora aperta

di | 2 agosto 2013 | economia | Commenti disabilitati su Questione meridionale, ferita ancora aperta

suddi Ciro Balzano

Nonostante sia passato più di un secolo dalla comparsa sulla scena politica dell’espressione “Questione Meridionale”, ancora oggi la disuguaglianza sociale, politica ed economica tra i territori del Nord e del Sud d’Italia è ancora profonda.
Ancor prima dell’Unità d’Italia, secondo numerosi scritti riconducibili a noti meridionalisti quali SalveminiFortunato e Gramsci, la crepa in termini di sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno d’Italia rispetto al Settentrione era già evidente. Dopo il 1861 però questa profonda disparità è aumentata ulteriormente.
I fondi erogati dall’amministrazione centrale e destinati allo sviluppo industriale dei vari territori italiani non erano distribuiti sulla base dell’effettiva presenza di nodi cardine dell’industria italiana, cosicchè al Nord venivano effettivamente reinvestiti in processi industriali, mentre al Sud venivano bloccati continuamente dai numerosi proprietari di latifondi, capaci di tenere in scacco gli esponenti politici meridionali.
Col passare del tempo questa differenza, in termini soprattutto di sviluppo industriale, è divenuta insostenibile. I recenti indici statistici, divulgati dallo Svimez ,acronimo per Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, evidenziano la desertificazione in atto nel Mezzogiorno d’Italia. Non solo.
Le previsioni per quest’anno e per l’anno venturo non sono difatti positive, e ad essere colpiti maggiormente saranno e sono stati gli investimenti totali,infatti nel 2012 si è avuta una flessione del 13,5%; ovviamente come ogni anno anche la disoccupazione continua ad aumentare.
Secondo le stime dell’Istat quest’anno il tasso di disoccupazione italiano si assesta attorno ai 12 punti percentuali ma nel Mezzogiorno arriva a sfiorare il 25%, ma anche in questo caso bisognerebbe fare un distinguo di genere, dato che la disoccupazione femminile è quasi il doppio rispetto al tasso generale calcolato nel Meridione.
Tutte le variabili macroeconomiche presenti nel rapporto dello Svimez subiranno oppure hanno subito una netta flessione.  e ciò non dipende totalmente dall’infausta congiuntura economica che ha colpito il nostro paese ma dalle problematiche strutturali legate indissolubilmente allo sviluppo sociale, politico ed economico del Meridione.
La Questione Meridionale è ancora oggi una problematica insoluta. Ogni governo che si è successo alla guida del nostro paese non è riuscito ad arginare le problematiche derivanti da cattive amministrazioni e da errate letture politiche, che non hanno fatto altro che aumentare il gap rispetto ai territori settentrionali.
Intanto il novizio governo Letta, da pochi mesi operativo, ha promesso numerose manovre volte a defiscalizzare le assunzioni dei giovani da parte delle imprese, proprio per far fronte al continuo aumentare del tasso di disoccupazione al Sud, dove un milione e duecentocinquantamila giovani tra i 15 ed i 29 anni non studiano e né lavorano.

Comments are closed.