Quaglieri: il femminicidio si combatte anche a teatro

di | 8 novembre 2013 | teatro | 0 commenti

di Paola Medori

federicaLa lotta contro il femminicidio si può condurre anche attraverso il teatro. Ne abbiamo parlato con Federica Quaglieri, una delle protagoniste dello spettacolo, andato in scena lo scorso ottobre al Teatro Lo Spazio di Roma, “Storie di donne morte ammazzate” di Betta Cianchini. Quest’ultima è l’autrice dei testi del progetto nato insieme alle associazioni Punto D e BE Free e dallo studio di oltre 200 casi di violenza sulle donne accaduti negli ultimi tempi. Dodici monologhi, dodici differenti storie di donne legate tra loro dallo stesso drammatico e brutale finale.

Come è nata l’idea dello spettacolo?

Nessuna delle storie che portiamo in scena è realmente accaduta così come la raccontiamo. Non ci saremmo mai permesse di speculare sul dolore. Ogni personaggio femminile racchiude in sé la storia di più donne che, cucite insieme, diventano il personaggio che interpretiamo. Quando l’autrice Betta Cianchini mi ha parlato di quest’ idea ho accettato subito. Per me ha scritto un testo meraviglioso dal titolo La prostituta che metteva i cerotti ai piedi e lo scagnozzo del Drago. Maria, il mio personaggio, vive così ai margini della società che la sua morte non fa nemmeno notizia. Una donna che si trova costretta a “fare la vita”. Eppure resta candida e innocente come una bambina. Una prostituta Pasoliniana e tenera.

In che modo mantieni l’attenzione e sensibilizzi gli altri sul tema delle donne barbaramente uccise dagli uomini?

Posso farlo soltanto vestendo i panni di una di queste donne. Condividere e vivere con gli altri un problema che non appartiene solo a loro ma è di tutti noi.

Pensi che la classe politica si stia muovendo concretamente nell’azione di prevenzione del fenomeno del femminicidio?

La classe politica si sta muovendo, ma non entro nel merito. Non credo che la questione possa essere risolta unicamente con le leggi. Penso, anzi, che il problema del femminicidio abbia radici, anzitutto, culturali e, purtroppo, sembra essere un problema quasi del tutto italiano. Tanto che abbiamo inserito nel nostro progetto teatrale, un cinico slogan: un prodotto made in Italy che va alla grande. Come attrici, non abbiamo la presunzione di trovare la chiave alla soluzione del problema ma ci mettiamo dalla parte della società civile e, assieme al pubblico, ci interroghiamo sui perché proviamo a capire.

Lo scorso 13 ottobre si è svolta a Roma, in ricordo di tutte le donne “morte ammazzate”, la Prima Notte Rossa. Puoi raccontarci le sensazioni vissute?

La Prima Notte Rossa si è svolta a Roma al Teatro Lo Spazio congiuntamente con altri teatri di Roma e Ostia, ed è stata gemellata con altre città italiane e con New York e Los Angeles. Abbiamo registrato l’intervento di circa quaranta politici e abbiamo ricevuto il sostegno del Sindaco di Napoli De Magistris. L’emozione più grande l’ho provata durante l’intervento di una donna sopravvissuta a 11 anni di soprusi e violenze di ogni tipo che, con dignità e forza mai viste, ci ha raccontato la sua storia. Ha resistito, rischiando più volte di essere uccisa, solo per proteggere e non perdere i suoi quattro figli.

Puoi parlarci dell’esperimento e spettacolo di Via Margutta dove le attrici protagoniste si esibiranno “in Vetrina”?

Dopo una serie di date già previste a Roma a Marzo/Aprile ci trasferiremo in maniera stanziale nelle Gallerie d’Arte di Via Margutta. Lì, noi attrici ci esibiremo “in Vetrina” come bambole che riprendono vita all’arrivo del pubblico con l’urgenza di raccontare la propria storia. Inoltre, ci saranno dei luoghi (a sorpresa) di Roma dove ci esibiremo con Blitz artistici. In più, format nel format, porteremo lo spettacolo nelle case …”Violenza tra le mura poco domestiche”.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.