Proteste a Gaza con bandiere Usa bruciate dopo riconoscimento di Trump

di | 6 dicembre 2017 | esteri | 0 commenti

“E’ il momento di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele”. Lo afferma il presidente americano Donald Trump, sottolineando che Gerusalemme e’ la sede del governo israeliano. “Non si può continuare con formule fallimentari. La scelta di oggi su Gerusalemme è necessaria per la pace”, ha aggiunto annunciando di aver dato “istruzioni di trasferire l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme”.

Malgrado l’ondata di maltempo, in diverse località di Gaza e della Cisgiordania sono stati organizzati oggi cortei di protesta contro la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele. L’agenzia di stampa palestinese Wafa precisa che a Gaza migliaia di persone si sono raccolte nella piazza del milite ignoto dove hanno scandito slogan ostili agli Stati Uniti. Sul web sono comparse immagini di bandiere americane date alle fiamme.

Nasser al-Qidwe, un portavoce di Fatah, partito del presidente Abu Mazen, ha fatto appello per “proteste non violente” contro la decisione di Donald Trump si riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. In una conferenza stampa a Ramallah, citata dai media palestinesi, al-Qidwa ha detto che le proteste di rabbia palestinese dovrebbero essere espresse “in modo pacifico e senza danni così da essere utili alla causa nazionale palestinese a questo riguardo”.

Intanto, in una lettera inviata al presidente Usa i leader cristiani di Gerusalemme si dicono “certi” che i passi che Trump si accinge a intraprendere “aumenteranno l’odio, il conflitto, la violenza e le sofferenze a Gerusalemme e in Terra Santa”.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.