Poste, Petitto (Cisl): no allo spacchettamento, sì all’azionariato dei dipendenti

di | 13 dicembre 2013 | economia | 0 commenti

PetittoNo allo spacchettamento di Poste Italiane ed al controllo dell’azienda in mano ai privati. Sì, invece, alla partecipazione dei lavoratori all’azionariato, permettendo una loro rappresentanza negli organi societari.
Lo afferma il segretario generale di Cisl Poste , Mario Petitto, in merito alla proposta del premier Enrico Letta sull’apertura del capitale di Poste e sulla partecipazione dei lavoratori all’azionariato.

“La proposta di Letta noi la accettiamo di buon grado – afferma il vertice della organizzazione sindacale, molto ramificata sul territorio – anche perché è una nostra antica idea, ma il presupposto essenziale è che il governo, nel momento in cui apre ai privati ed ai lavoratori nell’azionariato, lo faccia mantenendo l’azienda integra e non si profili il rischio di una frammentazione”.

Petitto è infatti convinto che la vendita di quote sia “appetibile” per una holding come Poste che non ha eguali a livello internazionale per la molteplicità di servizi offerti, dalla telefonia mobile ai servizi assicurativi e finanziari, oltre ai servizi postali in senso stretto. Dunque, secondo il segretario generale, “è giusto guardare a un modello di governance diverso, con un azionariato di minoranza dei lavoratori ma lo Stato, almeno in questa fase, deve mantenere il controllo” Poste potrebbe fare da “battistrada per inaugurare un modello di governance simile a quello che c’è in Germania dove negli organi societari sono rappresentate quote pubbliche, privati e lavoratori”.

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