Pompei, Alleanza cooperative: con Renzi per tutelare e valorizzare il patrimonio culturale

di | 6 marzo 2014 | cultura | 0 commenti

logo-alleanza“Trovare un nuovo equilibrio tra pubblico e privato nella sussidiarietà e non nella privatizzazione surrettizia, in un nuovo modello di integrazione” è da sempre uno dei punti fondamentali del programma dell’Alleanza cooperative italiane Cultura e Turismo, settori trainanti dell’Alleanza nella costruzione di un vero Piano di rilancio e di valorizzazione del patrimonio culturale italiano, anche ai fini turistici, contribuendo allo sviluppo del Paese e alla creazione di nuovo lavoro professionalizzato e stabile.
“Il modello organizzativo privato, in particolar modo quello cooperativo, è fisiologicamente pronto ad operare secondo principi di sussidiarietà, efficienza, efficacia e sostenibilità, creando occupazione, servizi, qualità e soprattutto garantendo l’etica del lavoro e il ruolo di controllo della Pubblica Amministrazione – avvertono, all’indomani delle dichiarazione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi dopo l’ennesimo crollo a Pompei, il presidente di Alleanza Cultura, Carlo Scarzanella e il presidente di Alleanza Turismo, Lanfranco Massari – . L’offerta culturale italiana è troppo grande per essere gestita dalle sole forze pubbliche e con modelli rigidi e poco flessibili. Ci sono funzioni che non possono essere che dello Stato (politica della tutela, programmazione, controllo) e funzioni in cui il modello organizzativo pubblico risulta meno efficiente ed efficace, se non addirittura improprio: la produzione dell’offerta e la gestione del patrimonio per esempio, dove – ricordano i presidenti di Alleanza Cultura e di Alleanza Turismo – gli interventi diretti o attraverso società partecipate e fondazioni, sono risultati più costosi e non sempre qualitativamente all’altezza”.
Il modello organizzativo attuale della pubblica amministrazione si rivela inadeguato e anacronistico. “È indispensabile ripensare al modello stesso, continuano i due presidenti – che deve andare oltre la tutela intesa come conservazione: i beni pubblici vanno non solo tutelati e salvaguardati ma anche arricchiti di senso e valorizzati in un ambiente progettato per essere aperto, ricettivo e funzionale all’attrazione dei visitatori. E questo nuovo ruolo di programmazione strategica della cultura e dei contesti culturali richiederà necessariamente un concerto tra i diversi ministeri e con gli Enti locali, soprattutto le Regioni”.

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