Piemonte a fuoco, danni a vigneti e boschi. Caligine cala su Torino, Pm10 alle stelle

Il Piemonte va a fuoco. E stavolta l’afa e la siccità non c’entrano. I fumi degli incendi che da giorni devastano le vallate alpine piemontesi, molto densi di carbonio e particolato, si stanno riversando sulla pianura. L’odore di bruciato insieme alla caligine hanno invaso anche Torino, dove i livelli di Pm10 sono schizzati alle stelle.

Secondo le rilevazioni dell’Arpa, l’Agenzia regionale per l’ambiente, le polveri sottili hanno raggiunto i 199 mcg/mc nella giornata di ieri, quattro volte i limiti previsti.

Si allarga, alimentato dal forte vento, il fronte dell’incendio che da giorni brucia la bassa Valle di Susa. Nella notte alcune squadre di vigili del fuoco, impegnate sopra Mompantero, sono rimaste isolate e circondate dalle fiamme per oltre un’ora prima di essere liberate. Le raffiche di fohen, un vento caldo e secco, alimentano le fiamme, che da Bussoleno sono arrivate fino al Rocciamelone. Per arginare il rogo sta intervenendo un canadair. 

Ancora una notte di fuoco in Valle Varaita, dove l’incendio divampato lunedì scorso a Casteldelfino continua ad avanzare distruggendo ettari di bosco e pineta lungo le creste del vallone di Bellino. La scorsa notte vigili del fuoco e volontari Aib hanno presidiato alcune abitazioni della borgata Pusterle, minacciate dalle fiamme. Notevoli le difficoltà per domare il rogo, il cui fronte si estende per centinaia di metri lungo i fianchi delle montagne nei pressi del colle della Battagliola, ad oltre 1.600 metri di quota. Oggi è stato richiesto l’intervento degli elicotteri e dei canadair per cercare di arginare il fronte dell’incendio.

“La situazione continua a essere difficile. Verificheremo la situazione dei danni, ma pensiamo che ci siano le condizioni per chiedere lo stato di calamità”. Ha dichiarato il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, sull’emergenza incendi che da giorni devasta la regione. “In giunta ci sarà un incontro con i responsabili dei settori operativi per fare il primo punto. Sabato andremo a valutare sul posto e poi potrà partire la richiesta dello stato di calamità”.

“Per far fronte all’emergenza degli incendi, i volontari di Aib e Protezione Civile stanno lavorando sotto il coordinamento dei Vigili del fuoco con la priorità assoluta di garantire la sicurezza delle persone, delle case e delle infrastrutture. Per consentire presenza costante e il giusto ricambio, nelle prossime ore confluiranno altre forze da tutte le province del Piemonte”, ha annunciato Chiamparino. “L’intervento risolutivo sugli incendi può avvenire solo con l’utilizzo di mezzi aerei, e a tal fine, la giunta regionale approverà la messa a disposizione delle ulteriori risorse che si renderanno necessarie affinché l’intervento avvenga con il massimo dispiego di mezzi possibile”.

Sono il vento e la situazione di estrema siccità le cause degli incendi che da giorni devastano il Piemonte, nel Torinese e nel Cuneese. Nel mese di ottobre la pioggia caduta rispetto alla media ha toccato il -98%, con la gran parte del territorio rimasta del tutto all’asciutto. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti, secondo cui “per ricostruire i boschi andati a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo ci vorranno almeno 15 anni”. Le precipitazioni – sottolinea ancora Coldiretti – sono state sotto la media in tutti i mesi del 2017, fatta eccezione di febbraio. “Gli ultimi anomali incendi di autunno sono la punta dell’iceberg di una stagione drammatica – denuncia l’associazione – con circa 140mila ettari di bosco andati a fuoco dall’inizio dell’anno, praticamente il triplo del 2016”. Gli incendi, che in Piemonte stanno minacciando pregiati vigneti ed i castagni, “hanno pesanti effetti dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità, distrutto piante e ampie aree di bosco e ucciso animali”. 

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