Pd, Renzi vuole il voto e D’Alema minaccia la secessione

 

18/03/2014 Roma presentazione del libro Non solo Euro nella foto Massimo D' Alema e Matteo Renzi

Dopo la sconfitta referendaria gli animi nel Pd sono sempre più accesi, ieri il segretario del partito ed ex premier Matteo Renzi ha dichiarato che entro il 13 febbraio deve essere raggiunto un accordo tra i partiti per una nuova legge elettorale altrimenti bisogna votare il prima possibile, ossia a giugno. La linea de segretario non è condivisa da D’Alema il quale ha tranquillamente parlato di un eventuale “liberi tutti” se si andasse al voto senza aver prima fatto la legge elettorale, insomma la minaccia di secessione è servita su un piatto d’argento in un momento in cui il Pd non naviga certo in buone acque.

Il ministro Graziano Delrio in un’intervista a SkyTg24 ha provato a placare gli animi facendo notare che ‘Il governo lavora senza pensare a scadenze, e minacciare scissioni non aiuta a fare proposte‘.

Emiliano intanto è possibilista su una sua eventuale candidatura alla segreteria dichiarando: “Se c’è un congresso, e mi auguro ci possa essere una unica candidatura alternativa a quella del segretario uscente, e se io capisco che questa candidatura può essere utile e incarnata da me, non ho nessun problema. Se ce n’è un altro che funziona meglio di me non ho nessun problema a fare campagna elettorale per lui”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (Pd), parlando con Lucia Annunziata nel corso della trasmissione ‘In 1/2 ora’. “Siccome questa posizione è insostenibile, si può perfino arrivare alle carte bollate per obbligarlo a fare il Congresso”. Spiega ancora Michele Emiliano parlando di Renzi. “Io – ha aggiunto – consiglio vivamente al segretario di iniziare immediatamente la procedura per il congresso perché se non lo fa è in una tale difficoltà politica che rischia di uscirne assolutamente azzerato come soggetto legittimato a guidare il partito”. “Quindi – ha rilevato Emiliano – prima cominciamo meglio è”.

Pd: commissione garanzia, congresso? Statuto e’ rispettato  – Le parole del presidente Emiliano non sono accettabili, perché demoliscono le regole di vita democratica del nostro partito. Emiliano invoca il congresso ma sa che le regole sono chiare in proposito e che la commissione nazionale di garanzia ne ha sempre assicurato il rispetto”. Così il presidente della commissione di garanzia del Pd Gianni Dal Moro replica a Emiliano. “Sotto la mia Presidenza – dice Dal Moro – abbiamo affrontato casi delicati e complicati e tutte le deliberazioni della commissione di garanzia, dove tutte le componenti sono rappresentate, sono state assunte con mai un voto contrario. Per questo non posso accettare quanto affermato dal Presidente Emiliano e cioè che si dica che se il Segretario Matteo Renzi non convoca ora il congresso non starebbe rispettando lo Statuto, perché è una falsità e mima la credibilità della Commissione che presiedo. Quanto deliberato invece a larghissima maggioranza nell’ultima assemblea nazionale del partito e quanto sin qui deciso dal segretario nazionale è pienamente nel rispetto delle regole”.

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