Parte la missione italiana in Libia, ma Haftar minaccia attacchi

di | 3 agosto 2017 | esteri | 0 commenti

Via libera del Parlamento alla missione di supporto navale in Libia, che parte però sotto le minacce dell’uomo forte del governo di Tobruk, gen. Kalifa Haftar, che in tarda serata ha ordinato alle sue forze di bombardare le navi italiane, secondo quanto riporta in serata l’emittente panaraba Al Arabiya. Questo mentre nelle acque territoriali libiche si trova già il pattugliatore “Comandante Borsini”.

Il messaggio sinistro di Haftar segue di poche ore una dichiarazione del parlamento di Tobruk, che fa capo alla sua fazione, che aveva espresso la sua opposizione all’operazione navale italiana, contestando al premier di Tripoli, Fayez Sarraj, riconosciuto dalla comunità internazionale, di aver concluso l’accordo con l’Italia per le operazioni congiunte, in quanto la presenza di navi straniere rappresenterebbe una “violazione della sovranità nazionale” libica. Tutto questo si consuma al termine della giornata in cui il Parlamento ha dato prova di coesione, con una “maggioranza molto consistente” salutata con favore dal premier Paolo Gentiloni ieri in visita al Coi per un collegamento con i militari impegnati all’estero.

E il presidente del Consiglio ha sottolineato l’importanza della missione: “Sappiamo tutti – ha detto – quanto i cittadini italiani si attendano risultati nella lotta dei trafficanti di esseri umani e nel controllo sui flussi migratori irregolari. Il contributo delle forze armate in questa direzione è assolutamente strategico e determinante: questa non è certo una missione aggressiva – ha precisato – ma di sostegno alla fragile sovranità di quel Paese”. E il sì del Parlamento – con le dovute distinzioni – è sembrato confermare questa convinzione. Il via libera alla missione è infatti arrivato con i sì della maggioranza a cui si sono aggiunti i voti di Forza Italia che, come ha spiegato Renato Brunetta, ha deciso di sostenere la missione solo per “senso di responsabilità”. Alla Camera l’ok è stato suggellato da 328 sì e 113 no, al Senato le risoluzioni sono state due: quella di maggioranza ha ottenuto 191 sì e 47 no; quella di Fi ha raccolto 170 sì, 33 no e 37 astensioni. Diverso invece l’atteggiamento del resto dei partiti di centrodestra che hanno deciso di andare in ordine sparso al momento del voto in Aula. Al sì degli azzurri infatti si è contrapposta, in un dualismo sempre più evidente, la bocciatura alla risoluzione della maggioranza da parte della Lega Nord: “L’unica cosa – ha affermato Giancarlo Giorgetti, vice segretario del Carroccio – era mettere in atto il blocco delle navi”.

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