Parco eolico tra gli ulivi secolari del brindisino, 11 indagati

di | 13 gennaio 2016 | ambiente, legalità | 0 commenti

 

parco-eolicoI reati contestati dal pm Milto Stefano De Nozza sono di lottizzazione abusiva e violazioni in materia di beni sottoposti a vincolo paesaggistico. L’avviso di conclusione delle indagini è stato recapitato a Undici persone tra cui due dirigenti Enel e tre dirigenti della Regione Puglia, oltre a tecnici e a un funzionario del Comune di San Vito dei Normanni (Brindisi). Il cantiere era stato posto sotto sequestro circa un anno fa, a quel momento erano ancora in corso le fasi preliminari dell’allestimento del parco eolico, erano solamente state preparate le basi per l’installazione degli aerogeneratori.

Secondo l’impostazione della procura l’opera sarebbe difforme dal progetto che ha ottenuto l’autorizzazione unica regionale, anche perché realizzata in un luogo diverso da quello indicato. Sarebbe poi stata posta in esecuzione sulla base di autorizzazioni prive di efficacia e concesse “in violazione di legge” in quanto esclusa irregolarmente dalla procedura di Verifica di impatto ambientale e avviata sul presupposto d’essere “di lieve impatto paesaggistico e ambientale”. Non è così per l’accusa, trattandosi di un impianto inserito in un contesto in cui è stata documentata dalla guardia di finanza la “vasta presenza di ulivi monumentali”. Sarebbe stata inoltre compiuta una errata valutazione della gittata delle pale degli aerogeneratori, troppo vicini a insediamenti abitativi.

In difesa della sostenibilità e della regolarità del progetto arriva una nota di Enel Green Power che spiega che “è parte della propria filosofia realizzare i propri impianti per la produzione di energia rinnovabile in modo sostenibile ed in piena conformità alla legge” La società spiega che di non avere “interesse a costruire impianti da fonti rinnovabili in contesti locali ostili o comunque poco favorevoli agli investimenti, anche se sostenibili. Rimanendo confidenti sulla correttezza dei comportamenti dei propri manager che forniranno agli inquirenti tutte le argomentazioni e prove per dimostrare l’infondatezza ai fatti contestati (assenza nell’area interessata di ulivi monumentali e correttezza dei dati delle gittate delle pale eoliche come da certificazione del produttore), considerate le innumerevoli difficoltà e le opposizioni di parte della comunità locale, il progetto di San Vito dei Normanni – conclude la nota della società – è stato abbandonato da tempo e non vi è alcuna intenzione di realizzare altri investimenti nella zona”.

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