Papa Francesco: Fame e aborto offendono la dignità umana

di | 13 gennaio 2014 | attualità | 0 commenti

neonatoFame e aborto offendono la dignità dell’uomo. Lo ha detto il Papa nel corso del Discorso augurale ai rappresentanti del Corpo diplomatico accreditati presso la Santa Sede, con cui ha scambiato “alcune riflessioni, che sgorgano anzitutto dal suo cuore di pastore, attento alle gioie e ai dolori dell’umanità”. “La pace – ha affermato il Pontefice – è ferita da qualunque negazione della dignità umana, prima fra tutte dalla impossibilità di nutrirsi in modo sufficiente. Non possono lasciarci indifferenti i volti di quanti soffrono la fame, soprattutto dei bambini, se pensiamo a quanto cibo viene sprecato ogni giorno in molte parti del mondo, immerse in quella che ho più volte definito la “cultura dello scarto”. Spesso, però, “sono gli stessi esseri umani ad essere “scartati” come fossero “cose non necessarie”. E qui Bergoglio manifesta tutto il proprio “orrore” al “solo pensiero che vi siano bambini che non potranno mai vedere la luce, vittime dell’aborto, o quelli che vengono utilizzati come soldati, violentati o uccisi nei conflitti armati, o fatti oggetti di mercato in quella tremenda forma di schiavitù moderna che è la tratta degli esseri umani, la quale è un delitto contro l’umanità”.

Non poteva mancare nella disamina “il dramma delle moltitudini costrette a fuggire dalla carestia o dalle violenze e dai soprusi, particolarmente nel Corno d’Africa e nella Regione dei Grandi Laghi”. I migranti e la loro condizione di abbandono sono nel cuore del capo della cristianità: “Molti di essi vivono come profughi o rifugiati in campi dove non sono più considerate persone ma cifre anonime. Altri, con la speranza di una vita migliore, intraprendono viaggi di fortuna, che non di rado terminano tragicamente. Penso in modo particolare ai numerosi migranti che dall’America Latina sono diretti negli Stati Uniti, ma soprattutto a quanti dall’Africa o dal Medio Oriente cercano rifugio in Europa”. Sono ancora vive nella mente e, soprattutto, nel cuore di tutti le immagini della breve ma estremamente significativa visita compiuta a Lampedusa nel luglio scorso “per pregare per i numerosi naufraghi nel Mediterraneo”. “Purtroppo – denuncia il Santo Padre – vi è una generale indifferenza davanti a simili tragedie, che è un segnale drammatico della perdita di quel senso della responsabilità fraterna su cui si basa ogni società civile. In tale circostanza ho però potuto constatare anche l’accoglienza e la dedizione di tante persone”.

“Infine – ha concluso – desidero menzionare un’altra ferita alla pace, che sorge dall’avido sfruttamento delle risorse ambientali. Pure in questo caso va chiamata in causa la responsabilità di ciascuno affinché, con spirito fraterno, si perseguano politiche rispettose di questa nostra terra, che è la casa di ognuno di noi”.

Lascia un commento

Devi essere loggato per scrivere un commento.