Papa Francesco: “Anche le parole possono uccidere”

di | 16 febbraio 2014 | attualità | 0 commenti

“Anche la parole possono uccidere, quando si dice di una persona che ha la lingua di serpente si vuole dire proprio questo. Non solo non bisogna attentare alla vita del prossimo, ma neppure riversare il veleno dell’ira o rivestirlo della calunnia”. Il Papa si è affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico per la consueta recita della preghiera mariana dell’Angelus e, prendendo spunto dal Vangelo della Domenica, ancora legato al Discorso delle Beatitudini, ha svolto la sua catechesi.

“Le chiacchiere – ha aggiunto – pure possono uccidere, perché uccidono la fama delle persone. All’inizio può sembrare una cosa piacevole anche divertente, ma alla fine ci riempie il cuore di amarezza e avvelena anche noi. Vi dico la verità: sono convinto che se ognuno di noi evitasse le chiacchiere alla fine diventerà santo”.

Il Santo Padre ha spiegato che “Gesù propone la perfezione dell’amore, un amore la cui unica misura è di non avere misura, di andare oltre ogni calcolo”. “Si tratta – ha detto – di un atteggiamento talmente fondamentale che il nostro rapporto con Dio non può essere sincero se non vogliamo fare pace con il prossimo”. Del resto “Gesù non dà importanza alla osservanza disciplinare va alla radice della legge puntando sulla intenzione e quindi sul cuore dell’uomo da dove prendono origine le nostre azioni buone o malvagie. Non bastano le norme giuridiche, ma motivazioni nascoste che derivano dalla sapienza di Dio che possono essere accolte tramite lo Spirito Santo”.

Oggi pomeriggio alle 15,25 il Papa lascerà il Vaticano per raggiungere la periferia sud di Roma, e precisamente la Parrocchia di San Tommaso Apostolo nel 50° anniversario della fondazione. La comunità ecclesiale, da meno di un anno, ha una nuova Chiesa. Qui alle 18 Bergoglio celebrerà la Messa. Si tratta di una parrocchia molto viva che può contare oltre 130 battesimi all’anno. Il Parroco don Antonio D’Errico ha, di recente sottolineato in una intervista, che si tratta”di una periferia esistenziale, perché il quartiere è di ceto medio – alto, ma le famiglie hanno la tendenza ad isolarsi nelle loro case e a non interessarsi neanche al vicino”. È presente, inoltre, grande comunità proveniente dallo Sri Lanka.

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