Papa Francesco ai media: comunicare bene aiuta a vincere il disagio sociale

di | 24 gennaio 2014 | mondo cattolico | 0 commenti

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Grazie alle moderne tecnologie siamo tutti più vicini, eppure questa prossimità a livello globale non cancella “la scandalosa distanza tra il lusso dei più ricchi e la miseria dei più poveri”. Ancora una volta Papa Francesco si scaglia contro l’indifferenza e lo fa attraverso il suo messaggio per la 48esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebra il prossimo 1 giugno.

“Spesso – fa notare il Santo Padre – basta andare in giro per le strade di una città per vedere il contrasto tra la gente che vive sui marciapiedi e le luci sfavillanti dei negozi. Ci siamo talmente abituati a tutto ciò che non ci colpisce più. Il mondo soffre di molteplici forme di esclusione, emarginazione e povertà; come pure di conflitti in cui si mescolano cause economiche, politiche, ideologiche e, purtroppo, anche religiose”.

Ed è in questo contesto che, secondo il Successore di Pietro, si inserisce il ruolo “sociale” dei mezzi di informazione: “i media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unità della famiglia umana che spinge alla solidarietà e all’impegno serio per una vita più dignitosa”.

Secondo il Pontefice “comunicare bene ci aiuta ad essere più vicini e a conoscerci meglio tra di noi, ad essere più uniti. I muri che ci dividono possono essere superati solamente se siamo pronti ad ascoltarci e ad imparare gli uni dagli altri. Abbiamo bisogno di comporre le differenze attraverso forme di dialogo che ci permettano di crescere nella comprensione e nel rispetto. La cultura dell’incontro richiede che siamo disposti non soltanto a dare, ma anche a ricevere dagli altri”.

All’ex arcivescovo di Buenos Aires non sfugge la circostanza che “la rete digitale è importante ma non è priva di rischi”, perchè “il desiderio di connessione digitale può finire per isolarci dal nostro prossimo, da chi ci sta più vicino. Senza dimenticare che chi, per diversi motivi, non ha accesso ai media sociali, rischia di essere escluso. Questi limiti sono reali, tuttavia non giustificano un rifiuto dei media sociali; piuttosto ci ricordano che la comunicazione è, in definitiva, una conquista più umana che tecnologica”.

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